AMICHE MIE, STORIE VERE

Ballestra-660x983“Amiche mie”. Banalmente, quelle del”cafferino” al “baretto” con cui “ciciarare” a inizio giornata. Chi si ferma al caffè, però, e se lo lascia alle spalle dopo averlo bevuto in un sorso, non sa cosa si perde di questo profondo e trasparente romanzo a più voci pubblicato da Mondadori. Autrice è Silvia Ballestra, voce se non contro certamente alternativa del narrare la femminilità e che anche stavolta riesce a trovare il modo per mostrare le vite di cittadine milanesi qualunque. Più che qualunque, comuni, realistiche, ma qualunque non proprio visto che messe assieme in un libro come questo riescono ad avere una potenza narrativa singolare. Danno voce all’essere donna in città, tra figli e mense scolastiche, coppie di amanti al bar e impegni al lavoro, mariti in crisi da licenziamento, domestiche da accomodare. L’impegno, chiaro, la promessa, mantenuta, da Ballestra, è quella di raccontare le vite e le persone che sono generalmente inosservate nel grande rumorio della metropoli, spesso etichettate con stereotipi e ammassate assieme alla folla di persone, i milanesi, le milanesi, che si svegliano e si coricano ogni giorno a ritmo di metronomo sgarrando ben poco, come tradizione lombarda insegna. A ritmo serrato è anche la lettura, grazie ad uno stile asciutto e trasparente che non da spazio a riflessioni: caffè e poi commissioni, ci sono i figli da andare a prendere e la spesa da fare. Non c’è tempo per pagine con il divagare, è necessario vivere, e leggere di vita. Quotidiana, vera. Inosservata, fio ad oggi, e a cui finalmente una autrice come Ballestra dà giustizia. La città, nella vita delle donne protagoniste, è ovunque, sullo sfondo, ma non solo. E’ Nel loro Dna, nelle loro scelte, nel loro essere, futuro, passato e presente. E’ già nel titolo, “Amiche mie”, che sembra già di poter sentire sospirato con l’accento meneghino da Vera, o da Carla o da Sofia, al bar. Uno dei tanti giorni da iniziare così, e poi da condividere, milanesi a Milano. Uno dei tanti giorni che compongono la vita. Sì, “Amiche mie”. E la storia vera, irrompe grazie a una delle “Amiche mie”: Vera.

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