LE DONNE DELL’ITALIA PIÙ BELLA

cover_NdC_fiori_oleandro_webAlle minoranze imperfette, alle donne in lotta con il viso segnato dalla stanchezza di notti insonni o le mani un po’ ruvide, con una macchietta sul vestito, su un lato o con il trucco un po’ “spalmato” da una goccia di sudore, freddo. Alle minoranze imperfette che rendono bella l’Italia. Ecco a chi è dedicato il libro in cui Nando Dalla Chiesa, riproponendo pezzi già pubblicati per il Fatto Quotidiano, raccoglie i fiori che in tutto il paese sbocciano coraggiosi in tutta la loro genuina lotta, di volta in volta diversa, ottenendo un effetto globale “ad oleandro”.Infatti si intitola “I fiori dell’oleandro” (Melampo) e subito l’autore spiega la scelta botanica: “Provate ad avvicinarvi ad un oleandro (…) vi renderete conto con sorpresa che la maggior parte dei suoi fiori è appassita, esaurita, quasi intinta in un color ruggine. Eppure di lontano la pianta forma una stupenda macchia fucsia, tanto che proprio la sua bellezza sfolgorante vi ha attratto”. Ed è proprio così: l’Italia che compare agli occhi del lettore è una “stupenda macchia fucsia”, per nulla delicata – altrimenti avrebbe scelto fiori di pesco o di ciliegio – non molto profumata, non composta da fiori da bouquet.
Divise in squadre tematiche, capitolo per capitolo, come sotto-sezioni di un “esercito di fioritura nazionale”, le donne raccontate da Dalla Chiesa sono tutte a proprio modo delle guerriere. Chi per resistenza, chi per aggressività, chi per inventiva e chi per intraprendenza, chi, la maggior parte, per un mix di tutto ciò, ogni protagonista di capitolo di volta in volta aggiunge un pezzo personale per creare un puzzle nazionale di una Italia più bella. Ci sono tanti casi poco noti o più probabilmente noti in un contesto locale o nella singolarità della notizia che hanno costituito al momento, per poi sparire: raccolti e confezionati nella splendida scrittura onesta di Dalla Chiesa riescono a raggiungere una potenza insperata di questi tempi. Questi casi, regalano speranza, regalano fiducia, regalano l’idea di un futuro diverso, ma, ancora prima, di un presente diverso. Dalla Chiesa, mai invadente ma neanche distante, “un signore” , gentile e deciso, ha incontrato queste cittadine per rendere “accessibili” le loro storie anche a chi non può e non sa come lui scovarle e raccontarle. Per i lettori milanesi, forte poi la tentazione di andare a citofonare ad alcuni fiori d’oleandro di questa bella macchia fucsia.
Ad Asli Haddas, ad esempio, coltivatrice della Milano multietnica che sboccia coraggiosa al suo Gogol’ Ostello, oppure a Silvia Polleri che, da operatrice di catering, si è trovata catapultata dietro le sbarre ad intraprendere un progetto con i detenuti di Bollate veramente “di gusto”. C’è anche “La Lucrezia”, che poi è il vicesindaco di Desio, Lucrezia Ricchiuti, in prima fila contro la criminalità organizzata proprio come Ester Castano, giovane giornalista di Sedriano. Dalla Chiesa non fa predominare il tema che sembrerebbe essere a lui più affine ma spazia anche nel mondo della scuola, quella scuola che vogliono garantire ai piccoli rom di Rubattino alcune maestre milanesi, e nel mondo della scienza e della tecnica dove da Milano arriva l’”architetto moralista” Donata Almici, “contromano fin dai natali”. Contromano lo sono un po’ tutte, le donne che fanno più bella l’Italia. Tanto sono belle e forti, e in compagnia di molte altre che nel libro non ci stavano, che c’è da sperare che questo essere loro contromano faccia cambiare una volta per tutte la direzione al Paese.

 

 

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Una risposta a “LE DONNE DELL’ITALIA PIÙ BELLA

  1. cinziarobbiano

    L’ha ribloggato su occhimentecuoree ha commentato:
    Belle, anche se imperfette

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