RACCONTARE PERSONE

dettato_cover_storeL’INTERVISTA CON L’AUTORE  Sergio Peter esordisce con un romanzo, ‘Dettato’, dopo tanti racconti, lo fa con una sgargiante ma elegante copertina verde e racconta i suoi luoghi, le montagne tra il Lago di Como e il Lago di Lugano, terre poco nota tra terre note. L’editore Tunué lo ha scelto per affacciarsi alla narrativa con una nuova collana dedicata, “Romanzi”, che a leggere Peter, ben promette.

E’ la tua prima opera o hai già scritto altro? ‘Dettato’ è il mio romanzo d’esordio. Prima avevo scritto soltanto racconti, pubblicati qua e là su blog come Scrittori Precari e Atti impuri, oppure sui Quaderni del Ludovicianum, il supplemento della rivista “Presenza” dell’Università Cattolica. Nel 2010 sono stato tra i finalisti del Premio Chiara Giovani e del Premio Fogazzaro.

‘Dettato’ era già concepito come romanzo o lo è diventato man mano che scrivevi? Ci racconti come hai lavorato per scriverlo? Nasce come romanzo a frammenti, o racconto lungo d’osservazione. Sono partito da un nucleo centrale di brani scritti originariamente nell’estate del 2011: ero tornato in paese dopo anni passati a Milano a studiare Filosofia e a leggere, vivevo solo in una casa del centro storico, di notte mi svegliavo e scrivevo, come in stato d’incantamento, proprio quei capitoli che poi hanno formato il romanzo. Di giorno passeggiavo per i prati, rivisitando posti e persone che avevano animato la mia infanzia: osservandoli con uno sguardo distante, ma affettuoso, sono riuscito a narrarli. Nello scrivere seguo la musica delle parole, voglio che le frasi siano come suoni puri. In un secondo momento interviene la ratio che in questo caso ha creato come dei ganci interni nascosti tra i capitoli.

In quanto tempo lo hai scritto ? In totale ho impiegato tre anni, se partiamo dalla prima stesura, ma dal febbraio 2013 ad oggi è stata poi una limatura continua, un percorso di crescita tramite l’editor Vanni Santoni che ha portato il manoscritto grezzo a diventare romanzo.

Pc o quadernino e penna? Metà romanzo è stato scritto su dei quaderni, a mano con delle matite, l’altra metà a pc, un piccolo netbook che ogni tanto mi abbandona, ma poi ritorna sempre.

Cosa volevi mettere in luce in questo libro? Le abitudini, le persone qualsiasi, i posti dove nessuno va, le voci che si sentono nell’aria. La letteratura è un gesto archeologico che va a sentire i margini, per questo una parte del libro è dedicata a lettere spedite da gente qualunque e tutto il libro è popolato da uomini che nella loro vita non hanno fatto niente di speciale. C’è come una mancanza fondamentale che ci abita tutti e la letteratura non deve farci dimenticare questo originario buco, ma deve andare a vederlo. Andare a vedere i luoghi, ascoltare la gente.

Che reazioni ha suscitato ‘Dettato’? Qualche conoscente si è riconosciuto? Finora non ho sentito nulla… Comunque non vanno confusi i personaggi del romanzo sulla superficie della pagina, frutto di tagli e scelte, con le persone che esistono tutti i giorni. Però è vero, la maggior parte degli spunti vengono dalla cosiddetta realtà, che ho cercato di trasfigurare.

Hai contribuito alla scelta della copertina ? In ogni caso cosa ne pensi? Tunué mi ha chiesto di suggerire un paio di simboli. Li ho presi dall’immaginario kleeiano e nelle incisioni rupestri della Val Camonica. Il progetto grafico della collana è stupendo, a cura di Tomomot, unisce essenzialità ed eleganza, non potevo desiderare nulla di meglio. Il verde, poi, è un colore perfetto per il mio libro.

Che musica ascolti mentre scrivi? A volte ascolto Arvo Part, canto gregoriano, Yann Tiersen. Amo molto un brano in particolare, che è il Funeral Canticle di Tavener. E mi piace anche un cantautore che si chiama Toni Bruna e canta in dialetto triestino.

Ultimo film visto? Cosa stai leggendo ora? Cosa sta scrivendo? Vedo molti film e documentari: l’ultimo, l’altra sera, è stato Tulpan, la ragazza che non c’era, di S. Dvortsevoy. Ho appena finito di leggere un capolavoro assoluto, Il posto, di A. Ernaux. Ho in mente un romanzo incentrato su un personaggio reale, una biografia su uomo che riesce a unire in sé perfettamente bene e male.

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