POLITICAMENTE NOIR

$_1L’INTERVISTA CON L’AUTORE  Prima le raccolte di poesie, poi i racconti sulla ‘mala’ a Milano, infine i romanzi. L’ultimo si intitola “In apnea” e prosegue nel solco del noir metropolitano che Roberto Caputo, politico di lungo corso, estrazione socialista, ha intrapreso a quattro mani con Nadia Giorgio. Una serie di romanzi editi da Robin nella collana ‘I luoghi del delitto’ che come nei classici del genere ha delle costanti: il protagonista, Marco Ferrari, capo della Digos di Milano e una scelta narrativa in cui “la parte investigativa cede il passo a quella di analisi psicologica dei personaggi”. 

foto autoriQuando hai iniziato a scrivere libri? Quanti finora ne hai pubblicati? Ho iniziato quasi per gioco nel 2006 con una raccolta di poesie pubblicata da Lietocolle, Illusione di un colore. Ho sempre amato la poesia e per me è un modo per esprimere emozioni e contraddizioni, la vita, insomma. Poi c’è stata un’altra raccolta di poesie neofuturiste, I-Sex, pubblicato da De Ferrari. Lì mi sono divertito un mondo abbinando immagini legate al sesso alle nuove tecnologie. Il primo romanzo è arrivato nel 2010, in collaborazione con Veronica Crippa, Rosa nera (Robin edizioni). Diciamo che ho sperimentato molti modi di scrivere, lanciandomi anche in un progetto che mi è piaciuto molto e che mi lega a Milano, la mia città. Parlo di, Milano della Mala (De Ferrari 2010), una serie di racconti legati alla mala e alla vecchia Milano fatta delle canzoni di Gaber, Svampa e dei personaggi della storia meneghina come Lutring e Vallanzasca. Lo stile è prettamente giornalistico: si ripercorrono gli omicidi più salienti degli ultimi 50 anni e come partner letteraria ho scelto una giornalista per l’appunto, Nadia Giorgio. Poi arriva la collana edita dalla Robin I luoghi del delitto, sempre con Milano come sfondo. Il primo è stato Cena con delitto (Robin 2011), La punizione (Robin 2012) e l’ultimo, appena uscito in questi giorni, In apnea. Tutti scritti a quattro mani con Nadia Giorgio. Noir secchi dove la parte investigativa cede il passo a quella di analisi psicologica dei personaggi. In tutti e tre si affrontano tematiche importanti, ma con una narrazione incalzante e allo stesso tempo leggera.

E’ nata prima la passione per la politica o per la scrittura? La passione per la politica ce l’ho nel sangue, dagli anni del liceo, il mitico Berchet, dalle occupazioni a scuola, il 68′, anni in cui gli ideali erano tutto. Ho iniziato a fare politica da giovanissimo. Sono stato il candidato più giovane della storia della Repubblica: ero al militare e compivo 25 anni il 20 giugno data del voto. Poi sono iniziate le esperienze importanti, gli anni da assessore al Comune di Milano e poi gli ultimi 15 in Provincia di cui sono stato per anni Presidente del Consiglio. Ho avuto la fortuna di incontrare e lavorare con dei veri leader. La passione per la scrittura, invece, è iniziata da lettore. Sono un divoratore di gialli. Ci ho messo un po’ ad iniziare a scrivere, poi, trovato il momento giusto, non ho più smesso.

I tuoi sono libri gialli e noir, di ambientazione milanese. Cosa ti ha spinto verso questo genere? Che Milano vedi con gli occhi dei personaggi dei tuoi libri? Si, il genere è quello dei noir, un po’ alla Scerbanenco. Sono i libri che preferisco leggere e quindi mi viene spontaneo. La Milano che vedo è quella fatta dai cortili storici, dalle vie più nascoste, dal rumore del tram sulle rotaie, dalle case di ringhiera. E’ una Milano che sta però cambiando molto velocemente. Spesso la paragono a una signora austera, anche se credo sia anche un meraviglioso luna park. E’ una città che amo molto, credo si capisca leggendo i miei libri. Nell’ultimo in particolare ci siamo soffermati molto sull’ambientazione. Il ritmo di In apnea si può dire è scandito dalle fermate della metropolitana. I personaggi si ritrovano a passeggiare con il naso all’insù guardando i grattacieli che si stagliano verso il futuro, verso la città di Expo.

Scrivi i tuoi libri con Nadia Giorgio. Raccontati come avviene la costruzione dell’opera. Vi dividete ruoli, capitoli, personaggi? Come si costruisce la sintonia nella scrittura di un libro a ‘quattro mani’. Gli scrittori solitamente sono molto gelosi e “protagonisti”. Questo è il quarto libro che scriviamo insieme. Indubbiamente c’è una grande affinità. E’ una domanda che ci fanno in molti, ma non è così facile rispondere. Si parte da una trama, una scaletta ragionata insieme poi si inizia a scrivere e la si cambia spesso. I nostri romanzi prendono forma mano a mano che li scriviamo. Per carattere, età e forse attitudine abbiamo involontariamente adottato alcuni personaggi. Il commissario Ferrari che c’è in tutta la trilogia di Cena con delitto, La punizione e In apnea mi assomiglia molto e le sue parti tendo a scriverle io. Nadia approfondisce di più le parti psicologiche: è l’assassino insomma! Siamo entrambi un pochino gelosi, non tanto del libro, ma delle reciproche idee: litighiamo in continuazione ma è uno scambio sereno e molto costruttivo. I nostri sono punti di vista, modi di guardare al mondo molto diversi, ma che si fondono bene insieme: io sono un politico di vecchia data, lei è una giovane giornalista. Una cosa che ci fa molto piacere è che ci dicono spesso che non si capisce affatto quali siano le parti scritte da uno o dall’altro.

Molti “politici” scrivono libri e sempre di più non solo saggi ma libri di narrativa. Che ne pensi? Che spunti dà l’attività politica per scrivere un libro? Qualche collega politico che ami leggere? Non saprei, probabilmente quando si fa politica per tanto tempo si sviluppa, diciamo, un occhio attento alla società e ai vari aspetti umani. Nel mio caso a fare da protagonista è il mio amore per Milano. Ho letto alcuni libri di Dario Franceschini e mi sono piaciuti, per quanto riguarda invece testi più legati alla politica ho apprezzato quello di Stefano Boeri “Fare di più con meno”, mentre mi ha deluso molto l’ultimo di Veltroni “Quando c’era Berlinguer” perché omette parti di verità storiche.

Quali sono i tuoi autori di riferimento o il libro “da non perdere”?  Il libro da non perdere sicuramente “Il nome della rosa” di Umberto Eco. Autori di riferimento direi il papà del noir milanese Scerbanenco, ma anche altri italiani come Gianni Simoni, Massimo Carlotto, Gianni Biondillo…

A un giovane, consiglieresti oggi di impegnarsi in politica o meglio darsi alla scrittura? Sono due cose molto diverse, certo entrambi mondi difficili. Oggi gli italiani sono tutti scrittori, politici e allenatori di calcio. Credo ci sia bisogno di ritornare a un po’ di professionalità e di passione vera.

Hai appena pubblicato “In apnea”, si dice che il miglior libro e’ sempre l’ultimo scritto. Prosegue nella scia dei precedenti?
Direi proprio di sì. Oramai il Commissario Ferrari è entrato nelle abitudini e negli affetti dei lettori. Nel prossimo cambieranno alcuni dettagli importanti, ma pensiamo di dare un seguito alla storia. Invece, stiamo lavorando a un progetto del tutto nuovo: un romanzo molto leggero che parla di amore caratterizzato da un linguaggio molto crudo e veloce. Una sorta di esperimento linguistico ma molto divertente.

Annunci

Una risposta a “POLITICAMENTE NOIR

  1. Concluso In apnea, di Nadia Giorgio e Roberto Caputo…librettino abbastanza raffazzonato, prevedibile, confuso ed un pò banalotto…si vede che è scritto da dei non professionisti, perchè questo non è indice automatico di libro mediocre come questo invece è…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...