LA VOCE DEI LIBRI

bianca-LavocedeilibriL’INTERVISTA CON L’AUTORE  Non più di un libro per volta, da comprare, ma orecchie tese e occhi pronti a scandagliare ogni piccolo angolo di 11 librerie indipendenti tutte da raccontare. Non solo perché realtà funzionanti, anche in un momento di crisi, ma anche perché possano essere di ispirazione. Ognuna a modo suo. Ed è così che Matteo Eremo ha intrapreso con la “benedizione” di Marcos y Marcos, un lungo viaggio alla scoperta delle “strade per fare libreria oggi”. “La voce dei libri” è la prima puntata.

Nella prefazione di Claudia Tarolo si parla di raccontare anche altre librerie “case amiche in terre selvagge”: ci dobbiamo aspettare altre “puntate”? 
L’intenzione di proseguire c’è. “La Voce dei libri” è la prima tappa di un’avventura tesa a scovare e far conoscere questi autentici fari che resistono con orgoglio e tenacia nel bel mezzo di un mare in tempesta. Siamo partiti con undici librerie, ma in realtà ci sono tante altre realtà parimenti meritevoli. Va chiarito che non si tratta né di una classifica, né di una selezione delle migliori librerie, possiamo invece definirlo un viaggio, ed è appena cominciato.

Oltre ai libri c’è un progetto più ampio con Marcos y Marcos? Marcos y Marcos sostiene da sempre le librerie indipendenti. Attraverso l’associazione culturale Letteratura rinnovabile, organizza eventi unici e originali come Letti di notte e Il Giro d’Italia in 80 librerie.

Che lavoro c’è dietro ad un libro come questo? Contatti, incontri … Gli incontri diretti con i librai hanno rappresentato una minima parte del mio lavoro: fanno un mestiere totalizzante, senza tempo libero. Sul posto, poi, ho scandagliato ogni angolo di quelle librerie e ho ascoltato i librai mentre consigliavano i libri ai clienti, chiudendo gli occhi e imprimendo nella mia mente ogni sensazione. Ho fatto di tutto per rimanere il più neutrale possibile ma in alcuni casi sono stato letteralmente travolto dalla vitalità e dall’intraprendenza dei protagonisti.

Tipo? A Pisa, per esempio, mi sono ritrovato a discutere di libri con un’anziana cliente, a cui ho anche consigliato qualche titolo: il clima di condivisione era così magnetico che mi sono calato a mia volta nei panni del libraio, quasi senza accorgermene. Gli aneddoti da raccontare sarebbero tantissimi…

Conoscendo tante altre realtà tanto valide viene spontaneo chiedere: perché queste 11? L’onore e l’onere della scelta, innanzitutto, è spettato ai due editori di Marcos y Marcos, Claudia Tarolo e Marco Zapparoli. La scelta si è orientata verso realtà che non soltanto funzionassero bene in questi tempi di crisi, ma che fossero anche in grado di proporre un modello distintivo – oltreché vincente – di fare libreria. Abbiamo cercato di rendere la ricchezza e la varietà che caratterizzano il mestiere del libraio raccontando undici modelli completamente differenti fra loro. Undici strade per fare libreria oggi, insomma. Il progetto è ambizioso e in continua evoluzione.

Quali elementi in comune hanno le librerie raccontate? La formula chimica vincente che le accomuna è l’incrocio virtuoso di ambiti, idee, atmosfere ed esperienze in cui la creatività e l’originalità, sono riuscite a fare la differenza, unitamente a una grande determinazione e a notevoli competenze personali. Il comune valore aggiunto sono quindi le persone, con le loro storie e le loro capacità. Tutti i protagonisti di cui si parla nel libro hanno puntato con forza su quelle caratteristiche che erano in grado di distinguerli dagli altri, valorizzando al massimo le esperienza maturate in altri campi.

Un esempio per tutti? Quello di Modusvivendi: molto colleghi erano sicuri che la libreria palermitana non sarebbe durata perché i due proprietari venivano dal mondo della moda e non avevano alcuna esperienza in ambito librario. La realtà, invece, ha dato ragione ai due coraggiosi librai, la cui creatura oggi funziona bene proprio grazie alla sua anima ibrida che unisce pagine di carta e tessuti indiani di qualità. Bisogna saper guardare lontano e andare oltre gli schemi più tradizionali: non di soli libri vive la libreria.

Se ne hai vagliate più di una tra le milanesi, perché la Centofiori? Non era semplice scegliere in un panorama così ampio come quello milanese. Allora abbiamo chiuso gli occhi e ci siamo lasciati contagiare da quell’atmosfera unica che si respira al numero 5 di Piazzale Dateo. La disposizione dei libri sugli scaffali della Centofiori ha qualcosa di magico, una sorta di canto delle sirene. Alle presentazioni dei libri la piccola saletta, fino a pochi minuti prima era piena di tavoli e libri, diventa un ambiente arioso e accogliente, i clienti più affezionati portano addirittura alcuni manicaretti fatti con le proprie mani. Ci è sembrato il luogo perfetto da cui iniziare, a Milano.

Alla fine del viaggio, con quanti libri sei tornato? Prima di partire per questo viaggio mi sono imposto che in ogni libreria avrei dovuto comprare non più di un volume. Mi conosco: altrimenti avrei ridotto drasticamente gli spazi vitali di camera mia. Questa regola non mi ha impedito di scoprire alcuni titoli fantastici di cui non avrei mai sospettato l’esistenza.

Condividi le tue scoperte, dai. Su tutti direi Svanire, di Deborah Willis, e Il posto dei miracoli, di Grace McCleen. Il primo è una bella raccolta di racconti suggeritami da Roberto Tartaglia, alla Centofiori. Il secondo, invece, me lo ha fatto incontrare Nicola Roggero a L’Angolo Manzoni di Torino. Un romanzo profondo e impossibile da etichettare.

La dodicesima libreria, inventiamocela, in appendice, è quella dei tuoi sogni: come sarebbe? Carica di suggestioni, in cui i libri sembrino tanti quadri appesi alle pareti. E in cui la musica sia associata alle pagine di carta. Di recente sono stato in una libreria in cui nel reparto noir era stato allestito un dj set che diffondeva le note composte da Angelo Badalamenti per la colonna sonora di Twin Peaks. È stata un’esperienza forte, suggestiva, che non scorderò facilmente.

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Una risposta a “LA VOCE DEI LIBRI

  1. cinziarobbiano

    gestire una libreria: il mio sogno. Sento che potrei farcela, anche in una cittadina come la mia. Ma le risorse? qualcuna mi aiuta ad iniziare…?

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