PIÙ DURI DEL GIOCO

Processed with MoldivCi sono Max, Jenny, Paolo e Nicola, ma ci sono anche il nostro vicino di casa, la signora dietro di noi alla cassa del supermercato, il ragazzino in skate che ci ha appena attraversato la strada e chissà quanti e chi altri. Sono le vittime del gioco d’azzardo, fenomeno in continua crescita, in ogni direzione geografica e sociale, tanto da diventare una piaga purulenta per la nostra nazione. Non storce certo il naso, però, la ‘Iena’ lombarda Nadia Toffa che ne spiattella tanti aspetti e storie in un libro pubblicato da Rizzoli: “Quando il gioco si fa duro”. Appunto. 

Jeans e stivali, golf e sciarpa, è andata lei di persona, qui e là per tutto il Paese ma soprattutto a Milano, a vedere cosa succede, “Quando il gioco si fa duro”: chi ci guadagna – nella parte più di inchiesta del libro – e chi ci perde – nella parte in corsivo, più narrativa. In corsivo come se inclinando il carattere del font, i protagonisti potessero trovare una rivincita, non in denaro, ma almeno in dignità, in qualità di vita. Non sempre accade, ma ogni tanto sì, perché “quando il gioco si fa duro” si può diventare più duri di lui e batterlo. Liberarsene. Mai da soli, spiega Nadia Toffa, che si rivolge con il suo libro non solo gli esperti del tema ma tutti coloro che sono affianco a chi gioca d’azzardo. L’ultima parte del volume, ultima ma sostanziosa e preziosa, è dedicata a due decaloghi – “Le dieci cose da fare sempre” e “le dieci cose da non fare mai” – per chi non sa dove mettere le mani e non vuole tenersele in tasca facendo spallucce e girandosi da un’altra parte.
Tra i consigli scovati e testati sul campo, attingendo anche ad esperti che da anni studiano il fenomeno, spiegati nello specifico anche con esempi, perché spesso contrastanti con il comune pensare, ci sono dieci mai. “Mai” che non si dovrebbe mai scordare: mai proibire, mai usare il pronome tu, mai puntare il dito contro e mai giustificare, mai pedinare, mai accompagnare a giocare, mai concedere prestiti e mai saldare debiti, mai ricattare, mai lasciare denaro contate o bancomat. Sembra di stare in un campo minato: è una situazione, e chi ci si trova lo sa bene, in cui quasi tutto ciò che è spontaneo fare, risulta controproducente. “Quando il gioco si fa duro”, infatti, non è un titolo casuale. Chi vuole rimboccarsi le maniche, dopo capitoli di numeri e storie, trova 10 indicazioni pratiche, utili e quasi immediatamente da mettere in atto. “Cambiare il nostro atteggiamento, porre dei limiti, rassicurare e responsabilizzare, chiedere aiuto, spiegare ai bambini cosa accade, prendersi cura di sé, isolare da ogni tipo di gioco, colmare i grande vuoto dell’astinenza, usare la tecnica del paradosso, di fronte al pericolo intervenire sempre”. Il capitolo, è l’ultimo del libro, si intitola, “I dieci comandamenti dell’aiuto”. Potrebbe diventare ben un opuscolo da distribuire per tutta la città.

VIDEO: ‘QUANDO IL GIOCO’ SI FA DURO PRESENTATO DALL’AUTRICE

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