È ANCORA UN MONDO DIFFICILE

downloadDalle stelle alle stalle, in mezzo, c’è “Un mondo difficile”. Dalle stelle alle stalle c’è Luca Messala e c’è la sua storia di giovane belloccio milanese sciupa-femmine rampante che crolla davanti ad una virgola, quella tra il 2 e il 5 di un dato di lavoro citato durante una importante riunione. Inizia il crollo, ed anche Luca si accorge che, come Massimo Milone ha titolato già nel 2003 il suo romanzo, è “Un mondo difficile”. 

Pubblicata da Happy Hour Edizioni la storia è tanto amara e aspra che vale la pena di ripescarla dopo 4 anni e leggerla, o rileggerla, alla luce anche di ciò che ci circonda oggi. Se c’è tanto di vita personale del protagonista, nel ritmato e mai petulante libro di Milone, anche i gesti di affetto o di stizza quotidiani incastonati nel contesto di uno come Messala assumono un significato simbolico. Che sia o non sia la “Milano da bere”, all’autore pare interessi descrivere l’ambiente con pennellate di vita vissuta da rampante decaduto e dal suo entourage ristretto. Pennellate fresche e sferzanti che paiono prendere a sberle la tela e la sensibilità di un lettore che si trova “sbattuto in faccia” un mondo difficile, sì, ma soprattutto la consapevolezza che nel 2014 è più o meno tale e quale al 2003. Messala, con i suoi pregi e i suoi difetti, la sua arroganza egoista a fargli da mantello, in pochi capitoli viene incastrato e fregato, cade vittima di una tagliola ampia tanto da poter contenere un grattacielo intero di quelli che Milano ha visto sorgere dopo la pubblicazione del libro. Fa quasi pena, lui, passato da dongiovanni a cornuto, da promessa dell’azienda a vergogna dell’azienda, in una precipitosa caduta che grazie alla stampa riesce a brillare e a diventare l’ennesimo “caso”. Lo fa per mano di una improbabile futura fiamma, ex compagna di scuola, ora giornalista, che invita Luca a raccontare la propria storia e lo inizia al mondo della tv e dei media dove “è vero ciò che si vede sullo schermo”. E’ così, e Luca lo apprende presto, è proprio come fa giustamente osservare il celebre conduttore Tommy Rascio in un accento romano tutto suo. Da qui, e in questo squallido ma verosimile modo, ecco una seconda vita per Luca, una rivincita che passa attraverso la menzogna e la bugia, la simulazione e la fama che cavalca la superficialità di un Paese che crede a ciò che vede in Tv. Un’altra sberla al lettore, nel finale, dove l’ipocrisia continua: Luca non impara e non cambia, anche dopo tutto quello che è successo. Lo stesso vale per questo “Mondo difficile”, ben descritto da Milone nel 2003, poco è cambiato.

In occasione del ‘ripescaggio’ dell’opera dal catalogo Happy Hour abbiamo chiesto all’autore cosa ne sarebbe del suo ‘Mondo Difficile’ se scritto 10 anni dopo, vale a dire ‘Mondo Difficile 2013’. Ecco cosa ci ha risposto. “A distanza di 10 anni non cambierei nulla di sostanziale, aggiungerei qualche nota ironica legata al social, Pensiamo a come un bastardo come Messala avrebbe potuto sfruttare FB o Twitter. Inoltre mi rendo conto di essere stato fin troppo generoso con il Presidente del Consiglio, ma non potevo immaginare che la realtà fosse di gran lunga peggiore di come l’avevo immaginata. Ultima nota: anche sull’estrema sinistra avevo sbagliato; e’ sparita e il povero Luca sarebbe rimasto senza cavallo, ma forse no. In fondo quelli come lui sono bravissimi a cambiare cavallo in corsa”.

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