FESTIVAL MANTOVA, L’AGENDA MILANESE

logo_dataMilanesi che parlan d’altro e non-milanesi che parlano di Milano: in un modo o nell’altro, tra le righe o in copertina, o addirittura in una mostra, il capoluogo lombardo riesce a farsi spazio anche quest’anno nel denso programma mantovano che il Festivaletteratura propone per 5 giorni di passione. Passione non solo letteraria ma culturale, quella di chi è assetato di conoscere e leggere la realtà, non solo i libri, attraverso i libri.

Per orientarsi nel mondo, ecco due mappamondi giganti per le osservazioni astronomiche diurne, installati per le vie della città come anche le tre librerie di scambio, punti di diffusione auto alimentati dai lettori. Per orientarsi nel Festivaletteratura senza perdere la via e gli appuntamenti, ecco una app dedicata , per dispositivi Ios o via web, e un servizio sms, gratuito e già ora attivo. Per chi poi preferisce consigli “umani”, potrà come ogni anno contare sulla presenza sorridente dei giovani volontari, attivi da mercoledì per i primi appuntamenti 2014, nel pomeriggio.
Sotto il sole inclinato delle ore 18, c’è il primo incontro del milanese Roberto Casati che declama “Liberté , fraternité, égalité” parola per parola spiegandole in chiave digitale, a partire dalla prima, assieme a Juan Carlos De Martin, co-fondatore del Centro Nexa alle 18 al tempio di San Sebastiano. Nei giorni seguenti sempre Casati proseguirà con le altre due parole e ospiti dal web. Quasi in contemporanea, alle 18.30 in piazza Castello, va in scena l’incontro/scontro tra generazioni de “L’elogio dello sdraiato” arbitrato dall’autore da Michele Serra, milanese d’adozione, e Federico Taddia in dialogo con alcuni studenti “sdraiati” e non. Nella prima serata mantovana ci si può far cullare dalle melodie del duo musical-letterario Nori-Boccadoro dalle 21.15 al Conservatorio “Campiani”: il primo legge, il secondo suona, assieme raccontano il matto protagonista de “La Fondazione” di Raffaello Baldini, collezionista di assurdità del passato, eroe della memoria quotidiana.
Nella prima giornata “intera” di festival, giovedì, ci si può concedere un giro mattutino ad esplorare la città e i curiosi eventi e le mostre ispiranti di cui è cosparsa: è semplice imbattersi anche solo passeggiando in cerca di un cappuccio e brioche. Meglio avere lo stomaco pieno, infatti, prima dell’incontro con don Luigi Ciotti che alle 12 alla tenda dei libri chiederà e si chiederà quando il cibo è “Libero”, eticamente e legalmente. Tante risposte saranno nella degustazione collettiva finale a cura di Libera Terra.
Dalle piazze di Mantova, poi si va “Nelle piazze di Kiev”, alle 14.30 restando però a Palazzo Ducale, semplicemente ascoltando dialogare lo scrittore in lingua russa Andrei Kurkov e il giornalista Valerio Pellizzari. Per chi preferisce restare con la testa nei libri, e in Italia, alle 15 nel cortile dell’Archivio di Stato c’è il laboratorio di due scrittori sui loro “ferri del mestiere”. Lei è la milanese Elisabetta Bucciarelli (“Scrivo dunque sono”), lui è Paolo Nori, spesso pubblicato dalla milanese Marcos y Marcos. Alle 16.30 alla Biblioteca Teresiana spazio alla moda e ad un grande personaggio di “haute couture”, Rosa Genoni, scesa da ragazzina dai monti della Valtellina, per andare a Parigi e poi tornare a Milano come première di una famosa casa di moda. Prima di una serata con Carlo Lucarelli e Salvatore Lupo, trascorsa chiedendosi se “La Mafia vince sempre?”, alle 20.30 a Palazzo San Sebastiano, si può andare a stringere la talentuosa mano di Gipi, premiato al prestigioso Festival d’Angoulême e presentato dall’esperto di fumetti Matteo Stefanelli, alle 17.45 all’università. Per i milanesi che al tramonto hanno nostalgia della propria città alle 20.45 in piazza Mantegna c’è l’occasione per osservarla con lo sguardo del critico architettonico meneghino Luca Molinari, oppure di ricordarla attraverso le parole e i racconti della giallista Elisabetta Bucciarelli ospite di un tete à tete con Davide Longo sotto la sorveglianza del sostituto commissario di polizia Luigi Caracciolo.
Il milanese protagonista del venerdì mantovano è Hans Tuzzi con un incontro mattutino e uno all’happy hour, tra l’altro, dedicato proprio al cibo, non a caso ad un cibo giallo: lo zafferano. Il primo appuntamento è alle 11.30 al Tempio di San Sebastiano: qui verrà celebrato un gemellaggio letterario tra Tuzzi e Andrea Moleschini: entrambi hanno ambientato il loro romanzi ambientati nell’”estate 1914”. Alle 19 il giallo di cui tratterà Tuzzi sarà quello dello zafferano, alla tenda dei libri, ospite della rassegna “le parole del cibo”. Sempre venerdì e sempre dedicato al cibo, ma alle 13, c’è l’incontro con Roberta Corradin ospite di Casa Slow per parlare di una delle”ossessioni culinarie dell’Italia Repubblicana” nell’incontro “Dalla strategia dell’ipertensione agli anni di panna”, tra uova alla diavola, vol-au-vent ripieni e ravioli al burro fino alle pennette alla vodka anni ’80. Nato a Cuba ma ora pendolare tra Barcellona e Milano, Dario Zaruto alle 15 a Palazzo Ducale insegnerà agli adulti i segreti dei libri pop – up, in contemporanea in un bar di corso della Libertà 6 un Pronto Soccorso Narrativo offrìirà consigli gratuiti a chi deve ultimare un racconto. Alle 16.45 a Palazzo Ducale Bianca Pitzorno incontra la talentuosa autrice dello Zimbabwe, NoViolet Bulawayo, mentre tutto italiano è il confronto su “Di che cosa ridiamo quando leggiamo”, tra Diego De Silva e il premio Strega Francesco Piccolo, un’ora più tardi a Palazzo di San Sebastiano. Per la serata tre menù a scelta: quello sudamericano, offerto da Lella Costa in dialogo con la scrittrice brasiliana Adriana Lisboa alle 20.45 nella Basilica Palatina di Santa Barbara; quello musicale e tutto meneghino, un tributo al poeta contemporaneo Roberto Vecchioni, al Centro culturale Arci Papacqua, e poi quello visionario. Si tratta del Laboratorio di Magnetismo Rivoluzionario, con il collettivo Wu Ming e Mariano Tomatis al Teatro Bibiena alle 22.30.
Dopo Tuzzi giallo zafferano, sabato per “Le parole del cibo” è la volta di un’altra autrice sempre milanese ma meno gialla: Lella Costa, che alle 19 alla tenda dei libri serve in tavola la sua “minestrina”. In attesa di scoprirne il sapore, caldo e domestico, ma serale, alle 10.30 al Teatro Bibiena si ricorda l’opera e la figura del grafico Italo Lupi, consulente di immagine de La Rinascente, di IBM Italia, della Triennale di Milano, art director di Domus e direttore responsabile e art director di Abitare, nonché vincitore di due Compassi d’Oro. Alle 15, poi, nel cortile dell’Archivio di Stato, ci si può lasciar incuriosire da Gary Shteyngart che a Marco Malvaldi confessa: “Ho rischiato di come un pornodivo bavarese”, alle 15.30 alla tenda Sordello prima di cucinare la minestrina, sempre Lella Costa introduce Cecilia Strada e i 20 anni di Emergency.
Per gli amanti del giallo, Luca Crovi arbitra un incontro tra Patrick Fogli e Simone Sarasso, alle 16 al Tempio di San Sebastiano e a seguire, facendo un passo verso la cronaca, ci si sposta alla tenda Sordello: alle 17.30 Giuseppe Ayala, Rosaria Capacchione e Isaia Sales fanno chiarezza nelle “Mafie del nuovo secolo”, innanzitutto non negandone l’esistenza. Per chi vuole “Osservare il paesaggio da una panchina”, invece, l’appuntamento è all’università alle 17.45 con Michael Jakob, studioso di storia e teoria del paesaggio, e con l’esperto milanese Luca Molinari che sulle panchine di Milano, assenti e presenti, ne avrà da dire.
Nell’ultimo giorno del Festivaletteratura, domenica, ci si può cullare nel mondo dei sogni in mattinata, grazie alle atmosfere fantasy di Licia Troisi, giudice di una gara di idee e di spunti narrativi tra Milano, con Luca Crovi, e Cremona, con Sandrone Dazieri, 10.30 nel cortile dell’Archivio di Stato. Sempre lì, alle 14.30 è la volta di un’altra coppia di autori, giovani, milanesi e spumeggianti: Giorgio Fontana e Benedetta Tobagi; spiegano come “raccontare l’Italia” tra fiction e non-fiction. Prima che il festival diventi un ricordo, ancora un appuntamento: un dialogo al confine con il teatro, e dedicato ai “Nudi sentimenti”, alle 16.45 a Palazzo San Sebastiano con Lidia Ravera, Lella Costa, Paolo Calabresi e Cinzia Poli. Di dovere, per milanesi e non, nonostante il fitto programma, una visita alla mostra che Einaudi dedica ai ritratti e ai paesaggi di Tullio Pericoli: è sempre aperta in corso Vittorio Emanuele 19 da mercoledì fino al 12 ottobre. Solo per la durata del festival ma con testarda costanza, CineAgenzia invece, propone documentari su letteratura e scrittori: “Pagine Nascoste”, nascoste ma assolutamente da scoprire facendo almeno una volta un salto al cinema Oberdan.

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