GIOCO DI SPECCHIO

Cover_Il_riflesso_dell_assassino-e1409060580699Cambiare “carattere” per cambiare carattere. Al protagonista de “Il riflesso di un assassino” basta passare al corsivo per poter prendere quelle posizioni che non osa prendere quando le lettere non sono inclinate. Per essere come ha paura di apparire, per riconoscersi ambizioni e desideri che ha sempre temuto lo dipingessero come cattivo, paura che lo ha condannato invece ad una esistenza senza corsivi e senza soddisfazioni: solo un susseguirsi di “intentati” e di “trattenuti”.

Uscito il 21 agosto come settimo premiato dalla edizione 2013 del torneo letterario del gruppo Gruppo editoriale Mauri Spagnol, l’ebook di Maurizio Foddai ritrae un uomo “urbano”, uno dei tanti che hanno perso il lavoro, che sono separati ma in buoni rapporti con la ex e che, troppo giovani per darsi agli acquerelli e alla vita da pensionato, cercano di reinventarsi senza troppa convinzione. Il “suo” uomo si chiama Luca Grotti e vive a Torino, città dell’autore che, architetto, ben fa sentire la sua passione urbanistica tra le righe del romanzo, senza però mai tediare il lettore con lunghe descrizioni. Incisi, accenni, frasi messe in bocca a Luca che trasmettono quell’amore per la “Città” provato da Foddai. Che sia Torino, o Milano, o altro, si tratta di un amore per il traffico, per il rumore metropolitano, per il suolo costruito, per l’atmosfera di opportunità e di incroci esistenziali che solo alcune città grandi possono vantare di avere. E Luca Grotti è lì che vuole stare ed è lì che sta, soddisfatto, al contrario del vicino di casa che sogna di trasferirsi in una tranquilla villetta nel verde, nella solitudine, nel silenzio.
Grotti non è affatto solitario, anzi, per non rischiare di restar solo, già anche separato, duplica sé stesso con la “classica” scusa dello specchio. Lì, vede un Luca che non è lui, che non ha i suoi lineamenti, i suoi occhi, neppure i suoi stessi movimenti e, soprattutto, non ha la sua stessa mentalità. Anzi, è proprio il suo opposto. E a Foddai basta inclinare la scrittura, inserendo capitoli in corsivo, per dare spazio ad un secondo Luca che poi, non è secondo a nessuno, al contrario per primo Luca. Il Luca dello specchio è sboccato e pretenzioso, violento e spregiudicato, è l’alter ego che ciascuno non osa essere, chi più chi meno. E’ capriccioso in modo quasi infantile, punta i piedi, non si vergogna di prendere il suo spazio, che, nel suo caso, non finisce dove inizia quello di un altro. E’ un riflesso che fa riflettere, Luca e anche chi legge.

LIBRI AMICI Il bacio della sorte , Venere in soffitta, Le colpe degli altri

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