UNA POLIZIOTTA A MILANO

coverL’INTERVISTA CON L’AUTORE Scritto il primo libro, mettendo nero su bianco un’idea spuntata mentre camminava per la Loggia dei Mercanti, una notte di servizi sulla volante, l’agente Deborah Brizzi ne sta già preparando un secondo per proseguire le avventure della sua meravigliosamente imperfetta protagonista: Norma Gigli. E intanto sogna di vedere sugli schermi il suo esordio “Ancora Notte” pubblicato da Rizzoli, girato da Sofia Coppola o da Alice Rohrwacher.

E’ il primo libro, pubblicato, ma ne hai altri libri nel cassetto? Direi di no, nel cassetto no. “Ancora notte” è stato il mio primo romanzo, è la prima cosa che ho scritto. Escludendo la corrispondenza amorosa, s’intende.

Mentre lavoravi, prendevi appunti mentali per il romanzo? L’idea, in effetti, mi è venuta una notte in cui ero in servizio. Camminavo per Loggia dei Mercanti e ho pensato a quanto sarebbe stato bello scrivere un libro nel quale uno dei protagonisti fosse Milano. Ho iniziato a scriverlo che ancora facevo servizio in volante, tant’è che alcuni degli episodi sono ispirati da situazioni reali. Poi l’ho abbandonato per anni e un giorno, quando già lavoravo in Procura, mi ha chiamato e io gli ho risposto. L’ho finito lavorando: scrivevo la sera e nei fine settimana.

Che feedback hai ricevuto dai colleghi? Hanno saputo del libro solo quando sono stata certa che Rizzoli mi pubblicasse. Sono stati splendidi, tutti, senza eccezione alcuna. Mi hanno supportato in maniera commovente e mi hanno dedicato parecchio tempo quando dovevo scegliere il titolo.

Il prossimo libro, sempre con Norma? Sì, lo sto già scrivendo e la protagonista sarà ancora Norma. Parlerà di menzogna e di vendetta, due elementi della vita sui quali rifletto da un po’.

Se dovessi per forza cambiare genere, quale sceglieresti? Il mio terzo libro vorrei fosse un libro storico. La storia è una mia grande passione. Ho già un’idea e l’ho già condivisa con la mia editor, la quale mi è parsa molto incuriosita.

Cosa ami leggere? Di tutto, saggi e romanzi, e ho una passione per i classici. E’ più comodo leggere libri scritti da persone già morte: non puoi ricrederti se ne parli bene, né pentirti se ne parli male.

In “Ancora notte” si avverte una particolare attenzione per le protagoniste donne, era un tuo intento? Di solito si scrive di ciò che si conosce, e io sono una donna. Non nascondo che la violenza di genere è un argomento di cui mi occupo con grande attenzione. Sono certa – e da molto prima che ricevesse la giusta attenzione mediatica – che sia un’urgenza per tutta la comunità.

Da donna appartenente alle forze dell’ordine, Milano che città è per le donne?
E’ una grande città. E come ogni grande città può nascondere delle insidie, ma in linea di massima è una città sicura.

Che rapporto hai, tu Deborah, con Milano? Di amore totale e incondizionato. Con Milano è stato colpo di fulmine, sono nata nell’hinterland, Milano mi ha adottata a 23 anni e non ci siamo più lasciati. Adoro le possibilità che Milano offre: da ragazzina per pagarmi le vacanze venivo a Milano per cercare lavoro e non mi ha mai delusa. Già pensavo “un giorno ti abiterò”.

Un non milanese leggendo il tuo romanzo che idea si fa di Milano? Posso dire quale idea vorrei se ne facesse, perché poi l’intento dell’autore non combacia mai con la percezione del lettore. Per fortuna, aggiungerei: i libri sono magici, i loro autori raccontano un mondo che cambia e ne diventa mille altri passando dagli occhi dei lettori, e questo vorrei accadesse con la mia Milano. Che fosse percepita in movimento, multiforme.

Nella ricchezza di sfaccettature con cui ogni protagonista è descritto, in primis i femminili, ho letto uno splendido elogio all’imperfezione: volontario? Assolutamente sì. La perfezione non appartiene al genere umano. Chi la insegue o si rifugia dietro la sua ricerca, ottiene esattamente l’effetto opposto. Il caos. Come Odino. Io amo e rispetto l’imperfezione, rende imprevedibili. Le fragilità delle persone e le mie, mi affascinano molto più dei pregi. Le fragilità sono quasi sempre una storia da raccontare.

Ti piacerebbe vedere il tu libro trasformato in film? A chi lo affideresti? Mi cogli in una delle mie più grandi passioni: il cinema. Vorrei che a dirigerlo fosse una donna: Sofia Coppola, per esempio, che è riuscita nei suoi film a descrivere mille sfumature di solitudini diverse. In Italia, mi viene in mente Alice Rohrwacher. La trovo una regista molto promettente. Come protagonista non saprei, a caldo mi viene in mente Eva Green, sarebbe una splendida Norma maledetta.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...