LETTORI (NATI) DIGITALI

Schermata da 2014-10-13 10:38:34“Il cambiamento è già in atto, soprattutto da un punto di vista neurofisologico. Ormai i più giovani si approcciano alla lettura non più con quello sguardo ‘gutemberghiano’ delle passate generazioni”. Suonerebbe apocalittica questa constatazione se non fosse l’introduzione alla quinta e insperata edizione “Digital Readers” il progetto della Biblioteca dei ragazzi di Rozzano nato per riflettere sulla rivoluzione digitale che, inesorabile, sta modificando fisionomia, politiche e strategie del mondo dei libri e dell’educazione.

Si tratta di una intera e sola giornata ogni anno, questo 2014 cade il 23 ottobre: ospiti del Mulino del Centro Culturale Cascina Grande, protagonisti, utenti ed esperti dell’editoria (e non solo) si confrontano, fanno il punto, si raccontano, si lasciano ispirare l’un l’altro senza barriere di età. Un grande contributo, infatti, arriva sempre, e anche quest’anno sarà così, dai giovanissimi lettori: i veri protagonisti. A rappresentarli, Digital Readers chiama i bloggers di Bucsity che nella mattinata si riuniranno “per studiare un modo singolare, ma divertente, non didascalico e autoreferenziale di inculcare in testa agli adulti che i lettori presenti e futuri sono loro. Questa parte riservata agli under 18 è il Bookcamp, aggiunto lo scorso anno e che quest’anno ha una età media ancora più bassa grazie ad una new entry di 9 anni.
Al pomeriggio inizia la sfilata di interventi, tutti pensati partendo dalle due parole – “luoghi” e “condividere” – declinate in neuroletture, luoghi fisici e virtuali più o meno condivisi, letture da toccare, ascoltare e guardare, narrazioni digitali e analogiche.
Si comincerà con Federica Fioroni, parlando del nostro cervello che elabora e condivide le nuove modalità del leggere. Si proseguirà poi parlando di atlanti delle buone pratiche digitali con Francesca Santarelli e di biblioteche e videogiochi, con Paolo Ghirardini del Multiplo di Cavriago (RE). Dopo la pausa caffè si ripartirà con Giorgio Fipaldini che racconterà l’esperienza milanese di Open, seguito da due esperienze di scrittura ed editoria digitale: quella di Minibombo dedicata ai più piccini, con Silvia Borando e Federico Ribaldazzi, e Salis di Paolo D’Altan dedicata ad un pubblico over 10. Il pomeriggio si chiuderà con lo sguardo attento e critico alla rete di Karl del collettivo Ippolita.net.
A lato del girotondo di parole, anche immagini: quelle delle due mostre “Atmosfere metropolitane” e tutti lettori. La prima, fotografica, mostra scorribande milanesi nell’editoria per ragazzi, a cura del RAF, Fondo Storico Ragazzi delle Biblioteche Rionali di Milano, l’altra a cura di Gabriella Marinaccio e Emanuela Semenzato esplora le buone pratiche digitali e non.
Digital Readers nelle scorse edizioni ha già contato oltre 500 partecipanti ed è frutto della collaborazione della Biblioteca quest’anno vincitrice del Premio Andersen con AIB Lombardia e Fondazione Per Leggere – Biblioteche Sud Ovest Milano., forte del sostegno di Fondazione Mondadori, Goethe Institut, Biblioteche Oggi, Andersen, Open. More than Books, Le letture di Biblioragazzi, Mamamò.
“Quando siamo partiti, nel 2010, non avremmo mai immaginato di arrivare così lontano e soprattutto di diventare un progetto con un brand così riconosciuto” spiega soddisfatto Giuseppe Bartorilla della Biblioteca dei Ragazzi, coordinatore della giornata. Lui, sempre a contatto con i lettori più giovani, vede già “superata la fase beta: le nuovissime generazioni già ‘leggono digitale'”.
Non sono solo gli e-reader, sempre più spesso in mano ai ragazzi, ma sono soprattutto internet, app, social media, videogiochi, ad aver “ scompaginato il senso della lettura contaminando i supporti e di conseguenza i contenuti. I più piccoli si muovono sui terreni editoriali dissodati da piccole case editrici che lavorano su una “scrittura digitale”: non più non semplici trasposizioni di testi nati per la carta”. Anche sul versante didattico è necessario restare al passo, e i più giovani corrono veloce: “in biblioteca ragazzini fanno le ricerche anche con i cellulari, oggetti solitamente aborriti e demonizzati a scuola”. Non c’è tempo da perdere, non ci sono scuse per saltare l’appuntamento di Digital Readers e soprattutto, “c’è da capire se chi ha a che fare con le nuove generazioni sia in grado di comprendere e governare questi mutevoli scenari. Insomma saremo in grado di leggere il futuro della lettura? E’ la domanda a cui cercheremo di rispondere il 23 ottobre”.

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