BIBLIOTECA SAN VITTORE

SAN VITTORE, CONVEGNO A ISTITUTO DEI CIECHI - FOTO 6Scaffali nuovi, spazi nuovi, idee nuove per la biblioteca dei giovani adulti del carcere di San Vittore “ri-inaugurata” oggi 27 ottobre alla presenza dell’assessore al benessere del Comune Chiara Bisconti, della direttrice della struttura Gloria Manzelli e dei rappresentanti delle realtà che collaborano al progetto Biblioteche in rete a San Vittore tra cui l’associazione Mario Cuminetti, Casa della Carità e Opera San Fedele.

Donati da Ikea, gli scaffali sono arrivati nel carcere il 5 agosto scorso, divisi in 69 colli e tutti da montare. Con la collaborazione di tutti – detenuti, guardie, volontari e associazioni – in 8 giorni la biblioteca “é diventata un luogo completamente diverso, pronto per ospitare nuove iniziative, più accogliente e stimolante” come ha spiegato stamani Ilaria Scauri, una delle responsabili di questa iniziativa.
Il nuovo arredamento non é che l’inizio, e il simbolo, di una ampia serie di iniziative giá in corso e di spunti ancora da approvare e sviluppare. Essenziale e già a buon punto la catalogazione/revisione dei volumi presenti nelle 7 biblioteche del carcere: oltre ai circa 5mila della biblioteca dei giovani adulti ce ne sono altri 20mila negli altri raggi e di questi per ora 17mila sono quelli in catalogo. “In teoria, poi ci sono delle sorprese” come ha raccontato una volontaria che solo qualche settimana fa ha assistito alla scoperta di una cella auto-adibita a biblioteca con centinaia di libri da decifrare e “restaurare” la maggior parte in cirillico, molti ancora da riconoscere: “abbiamo uno scaffale con il punto di domanda e anche i detenuti di varie nazionalitá ci stanno aiutando a riconoscere le varie lingue”.
Scaffale delle incognite a parte, gli idiomi più presenti e richiesti sono l’arabo, l’albanese, lo spagnolo e le lingue slave, poco tedesco, qualcosa in inglese e francese. Quanto ai generi, le preferenze variano di raggio in raggio ma a spopolare sono i testi di diritto seguiti dai romanzi e dai manuali di cucina. Nella biblioteca dei giovani adulti, peró, i prestiti – circa una decina al giorno- sono soprattutto di romanzi, di libri di sport, di cinema e di musica. Sempre legato alla musica c’é un corso di computer music proposto dai giovani detenuti, tenuto anche da uno di loro che giá incideva per passione e oggi insegna ad una decina di suoi coetanei. Si tratta di un momento di confronto e di scambio, i due bisogni che oggi sono emersi, esplicitamente e non, da parte dei presenti. Scambio e confronto tra loro e con l’esterno, soprattutto con “gente della nostra etá” spiegano, incrociando le dita perché proseguano gli incontri con gli studenti del liceo Manzoni, iniziati a luglio scorso e apprezzati da ospiti e ospitanti. Il vicepreside Francesco Leonardi sta pensando anche di coinvolgere i suoi colleghi per incontri divulgativi a tema con il sogno di poter fare a qualche giovane detenuto un giro nel liceo: ” ci stiamo pensando, non é impossibile”.
Con l’arrivo delle nuove mensole c’è stato un nuovo slancio per iniziative disparate e fantasiose, dal cinema ai nuovi corsi, ma anche la voglia di organizzare meglio l’offerta di titoli. In attesa di una rete che colleghi le biblioteche di San Vittore con quelle comunali e con la Biblioteca di Confine della Casa della Caritá, operazione con tempi medio lunghi, a tempi molto brevi, 2 settimane, arriva l’iniziativa di “Zanzaunlibro” in concomitanza con Bookcity ma poi valida per un intero anno. Si tratta di un invito rivolto a tutti perchê acquistino e donino libri al carcere, ma non “libri a caso”, libri che servono. Marco Zapparoli per voce di Bookcity e dell’associazione editori italiani ha sottolineato la necessitá di libri in lingua, più tecnici , oppure di frasari, manuali pratici e dizionari. L’associazione delle librerie indipendenti di Milano ha giá assicurato la sua collaborazione come la libreria Hoepli e alcune realtá fuori confine utili per il materiale in lingua non facilmente reperibile in Italia.
Dopo un buffet preparato dai detenuti e un brindisi con bevande donate da un noto marchio, ascoltando il progetto di colorare i muri della biblioteca con versi di poesia aiutati dal poeta di strada Ivan Tresoldi, si ha la conferma delle parole dette oggi dalla direttrice Manzelli: “questa é la strada giusta. Coltivare la cultura e l’impegno e le passioni personali, anche in un momento di crisi per tutti, non è solo importante, é il modo per non perdere le coordinate della strada di ciascuno. Dentro e fuori da un carcere”.

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