LA GRANDE GUERRA NEI LIBRI PER PICCOLI

riordanI bambini e la guerra, la Prima Guerra Mondiale, “roba da un secolo fa”, esattamente, perché quest’anno ricorre il centenario della Grande Guerra, e proprio il 4 novembre del 1918  si concluse con la sconfitta dell’Impero Austro-ungarico e la firma dell’armistizio con l’Italia. La Libreria dei Ragazzi consiglia il miglior modo per sottolineare l’importanza anche di questa ricorrenza a chi la intravede solo nei libri di storia.

download (2)Una volta con lo sport, l’altra con un amuleto a forma d’asino, oppure attraverso un diario o lettere del padre partito a combattere: con la delicatezza del mestiere ma la responsabilità di tramandare ricordi importanti, quattro autori parlano ai più piccoli di soldati d’altri tempi.
Quello di Sonya Hartnett, raccontato in “L’asinello d’argento”(Rizzoli), è un giovane soldato inglese cieco che si è perso in un paese straniero, in un piccolo villaggio nel nord della Francia affacciato sulla Manica, dove vivono le due protagoniste. Marcelle, undici anni, e la sorellina Coco, nove, lo trovano nei boschi mentre fugge verso casa. Nel taschino cucito sul cuore Pascal, così si chiama, custodisce un piccolo asino d’argento come amuleto portafortuna, a cui va forse anche il merito di averlo fatto trovare dal due bambine che escogitano un piano per aiutarlo a tornare a casa. Pascal prima di rimpatriare ricambia con quattro storie di onestà, dedizione, coraggio e lealtà proprio con un asino che fa da protagonista.
downloadIn “Resta dove sei e poi vai” (Rizzoli), John Boyne come soldato prende il padre del protagonista, un bimbo di soli 5 anni: Alfie. Siamo sempre in Francia e a partire per la guerra nel 1914 è un lattaio che, con la promessa di tornare per Natale, non ricompare neanche nel 1918. Alfie, preoccupato per il suo papà, comincia una ricerca che lo porta a scoprire che è ricoverato in un ospedale per una “nevrosi di guerra”. Non si spaventa, per, questo giovane e testardo lustrascarpe, anzi vuole rivederlo e salvarlo dall’oblio in cui sta precipitando.
Ancora un papà in guerra è quello raccontato nel libro di Lia Levi, “Cecilia va alla guerra” che Piemme riedita quest’anno. La giovane protagonista, nonostante la partenza per il fronte di parenti e vicini di casa, continua la sua vita ordinaria, fino a quando non sparisce un diario. download (1)Non un diario qualunque, non il suo, ma quello di suo papà, maggiore dell’esercito italiano. Mille avventure trascorrono nel recuperarlo e Levi le racconta al fianco di Cecilia e del suo amico Marco in una scoperta della guerra che colpisce, segna, ma insegna. Piemme per commemorare la Grande Guerra, oltre a questo testo ripropone anche “Hemingway e il ragazzo che suonava la tromba”, di Luisa Mattia e “Amici su due fronti”, di Ave Gagliardi. Un tridente cartaceo per non dimenticare.
Per la prima volta in Italia quest’anno, ma classico in Inghilterra, arriva con Mondadori “La notte in cui la guerra si fermò” di James Riordan. L’autore utilizza lo sport per parlare della guerra mettendo al centro del proprio romanzo Harry e Jack, amici per la pelle e aspiranti calciatori. All’inizio del libro questo sogno occupa le loro menti e le loro giornate ma, pur giovanissimi, prento vengono inviati anche loro sul fronte. Lì, sempre fianco a fianco, combattono, e riescono a portare in trincea la loro passione, il calcio, creando un momento di tregua in cui si vince o si perde a suon di gol e non di spari. A raccontare la storia al proprio nipote, con emozione e vivacità, è uno dei due protagonisti: Jack.

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