DUE PICCOLI ORRIBILI SEGRETI

due-piccoli-orribili-segreti-217066L’INTERVISTA CON L’AUTORE  Ha iniziato a scrivere per far colpo su Anna, una compagna di liceo grande lettrice e poi… non ha mai smesso. Oltre a ben 350 fumetti, ha scritto un centinaio di gialli, tre commedie teatrali e molti racconti brevi, con cui ha conquistato Giallostresa con pubblicazione sul Giallo Mondadori. Recentemente è arrivato secondo al Campionato della Bugia, ricevendo un Pinocchietto argentato direttamente dalle mani del Magnifico Rettore dell’Accademia della Pugia con sede in Pistoia. “Divertentissima esperienza” dice lui, Maurizio Gilardi, ma qui racconta del suo libro “Due piccoli orribili segreti”, pubblicato da Eclissi Editrice. Inizia, per lo meno, ma è incontenibile la sua vivace attività social letteraria per essere taciuta.

Come mai in questo romanzo si va in Norvegia? La Norvegia è il Paese più bello in Europa dopo l’Italia. Non teme paragoni. Ci sono andato tre volte. E’ un Paese capace di accendere tutte le fantasie, pur essendo così monotono, e diventa il perfetto compagno sia di ogni emozione, sia di ogni contemplazione.

Norvegia ma non solo. Che Milano è quella che compare nel libro? Compare poco: sono di Milano ma non la amo particolarmente perché offre tutto ma richiede un prezzo, per me, troppo elevato: una specie di Vampiropoli che ha perso la dimensione accettabile della buona convivenza tra cittadini e governanti. Abito in provincia da quando avevo 18 anni e non tornerei in città nemmeno con la forza.

Un investigatore chef: come è nato questo personaggio? Flavio Grandia, protagonista dei primi 4 romanzi, era un poliziotto con poco talento e per di più odia la violenza. Nel primo racconto (Il solco e la vendetta) assiste ed è quasi complice di un momento terribile che sfocia in una tortura. Risolto il caso, disgustato per quanto fatto, decide di cambiare lavoro e per amore, segue Alexandra (norvegese) nella sua terra e qui, visto che la ragazza possiede l’unico albergo di Hammerfest, decide di aprire un ristorante seguendo la sua passione più nascosta. Il locale propone cucina genovese nella città più nordica del mondo e si chiama “Ma se ghe pensu”. Specialità: trenette al ragù di renna, una vera leccornia.

La prossima indagine perché non durante Expo a Milano? La quinta avventura di Flavio si svolge quando l’Expo non era forse nemmeno nell’aria. E poi, onestamente, non è un argomento che, al di là delle truffe conosciute, possa risvegliare la fantasia né macabra, né criminale. Solo l’indignazione ma con quella non si costruiscono romanzi.

Le sue varie esperienze artistiche come influiscono sullo stile e sulle trame dei suoi libri?  L’aver fatto lo sceneggiatore, soprattutto di fumetti, ha influito molto sullo stile di scrittura: spesso mi dicono che leggendo, immaginano perfettamente la scena e la vivono più intensamente. Sceneggiando un soggetto per fumetti si deve infatti descrivere la scena fotografata nella mente.

Quando scrivi un romanzo ha orari o abitudini particolari? Scrivo sempre tra le 6 e le 9 del mattino perché mi alzo presto e poi comincia la giornata lavorativa. Ho smesso nel 1982 di fare l’impiegato per diventare imprenditore solo perché speravo di avere più tempo per scrivere. Non è stato così, purtroppo.
“AAA Indizio cercasi”, prima alla radio e poi nei locali milanesi. Di cosa si tratta?
E’ stata una trasmissione radiofonica veramente innovativa, poi copiata da molti senza volerla copiare. Trasferita in scena nei locali, ha riscosso sempre molto successo.

Oggi fai ancora qualcosa? Ho fondato un gruppo di attori – “Gruppo Sanguigno” – con cui porto nei locali “Il Giallo Quiz”. Non basta. Inoltre partecipano alle presentazioni dei miei libri impersonano i personaggi del romanzo, o dando vita a situazioni tipiche del romanzo stesso. Niente è più palloso al mondo di una “lettura” o presentazione accompagnata dal suono dell’arpa e flauto. O si cambia, o si dorme. Si cambia.

Altre iniziative simili? Lo spettacolo “Semi Serial Killers”: sono un appassionato della psicologia contorta di alcuni assassini seriali. Tra gli attori c’è una pianista veramente brava, Sonia, che racconta i delitti e le morti sospette nel mondo delle sette note e il comico Dado Tedeschi che cerca di addolcire in modo delicato e intelligente.

Hai fondato con alcuni amici nel 2008 anche il Circolo della Trama: cosa si fa in questo circolo? Giochiamo a Canasta, proponiamo incontri culinari, giochi e passatempi, ma facciamo cose molto serie: presentazioni di autori e libri, incontri con persone famose o proponendo un punto di vista non tradizionale. Non si parla di politica, di religione e di catastrofi: cerchiamo di addolcire la vita con lo zucchero della cultura e renderla più divertente con il sorriso del gioco.

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