PROVA A SOLLEVARTI DAL SUOLO

Schermata da 2014-11-28 15:46:39“La promessa é la miglior merce di scambio” ha detto Mimmo, uno degli attori salito ieri sul palco del Teatro stabile in Opera per la seconda delle 4 date della rassegna “Prova a sollevarti dal suolo”, uno spettacolo che è esso stesso una promessa messa in scena in collaborazione con Associazione Antigone. Si tratta della promessa di raccontare, di includere, di mescolare, reclusi e non, attori e non, persone.

Nato per essere una web series, poi declinato anche per il palcoscenico live, “Antigone per Opera” è basato su storie vere raccolte dall’associazione attiva nelle carceri di Milano. Ne ha raccontate tre, causa un attore assente per malattia, lasciando il pubblico con la promessa di narrarne altre. Sempre vere, sempre frutto del lavoro quotidiano dei difensori civici che operano nel quotidiano per garantire l’assistenza legale e civile dei detenuti. Il pubblico esce dal carcere-teatro pieno ma non sazio, commosso ma anche mosso dalla voglia di saperne di più, di saperne ancora, di non far chiudere il sipario sulle esistenze di cui ha parzialmente conosciuto la storia, mettendosi nei panni di due operatrici. Valeria e Luce, le brave Karina Aryutunyan e Aferdita Arapi, ascoltano Sonia, la detenuta/mamma che desidera andare al saggio di danza della figlia Jessica, “hip hop, eh, mica danza classica, figuriamoci”. Poi c’é Claudio, claudicante, per giunta, che fugge dalla fuga e torna indietro, anche se mai cambierá idea sul fatto di essere un ottimo elettricista, e i suoi clienti nell’alta Brianza lo confermerebbero. E Mimmo, quello delle promesse, arriva per terzo, ed é proprio César Brie, giá a inizio serata proiettato in un video toccante. Scritto e diretto da Chiara Battistini e Paolo Bernardini “Antigone” per Opera è tratto dalla prima web serie ambientata nelle carceri e vincitrice del Premio della critica all’ultimo Milano Film Festival, ma non è ancora finito. Anzi, ha tutta l’aria di essere un assaggio quello di ieri sera, voluto all’interno delle mura carcerarie di Opera, che raggiunto al buio e consapevole delle proprie dimensioni e della propria fama, sembra voler restare nelle menti degli spettatori anche quando essi seguiranno altri episodi magari on line. Un laboratorio di scrittura per detenuti potrebbe diventare il modo facile e allo stesso tempo complesso per averne sceneggiature almeno abbozzate, con la certezza, così come per gli episodi giá visti, di raccontare veramente ciô che l’etichetta “detenuto” copre. Ecco allora che Opera Liquida, che ieri sera ha salutato gli spettatori non reclusi prima che tornassero tra le loro mura domestiche, potrá perseguire con Antigone e altre iniziative l’obiettivo di riflettere e far riflettere sul senso della legge, della rieducazione, della carcerazione e sul rapporto tra diritto e legge. “Ogni individuo ha diritto ad essere protetto dalla legge” anche chi si trova in un istituto di correzione.
La rassegna teatrale in corso propone altre due date entro Natale: giovedí 4 dicembre ci si chiederà “Che ne resta di noi?” con la compagnia E.s.t.i.a, di attori detenuti e non del carcere di Bollate e il finale di festival è affidato a “Ma i sogni li ho presi?”, in programma l’11 dicembre. Si tratta della prima produzione “esterna”, scritta e interpretata dall’attore ex detenuto, Roger Mazzaro. Per prenotare è necessario compilare il form scaricabile sul sito Operaliquida . Astenersi prevenuti.

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