MA I SOGNI LI HO PRESI?

Schermata da 2014-12-13 11:42:54Li ha presi, eccome, e li ha anche persi, o meglio regalati, i sogni, l’attore ex detenuto Roger Mazzaro che giovedì 11 dicembre, nel Teatro del Carcere di Opera, ha tenuto il palco con “Ma i sogni li ho presi?”, ultimo spettacolo del Festival di teatro in carcere “Prova a sollevarti dal suolo“. Organizzato da Opera Liquida, con il sostegno di molti soggetti, istituzionali e non.
Assieme a Ivana Trettel, responsabile di Opera Liquida, Mazzaro, ha voluto raccontare “come è finito dentro”, e come ha trovato un altro “Roger” per uscirci: nel teatro, e ancora prima in un gruppo e in una attivitá che gli hanno svelato quell’io che, pur avendo girato tanto a zonzo, non aveva mai incontrato. In nessuna delle buie strade intraprese. Da detenuto, proprio ad Opera, dove giovedì ha riscosso molto successo, è stato guardato come “qualcuno che sapeva fare qualcosa” da “qualcuno che non ha fatto domande sul mio passato” ma è rimasto colpito sentendolo recitare l’Inferno di Dante a memoria.
Schermata da 2014-11-28 15:46:39Nella selva oscura Mazzaro si è ritrovato qualche anno prima di ciò che canta il celebre poeta, ma scura era scura, la foresta, e piena di rabbia e cattivi incontri. E una madre, figura controversa, a cui appare legato da un rapporto di amore, forte, ma anche di voglia di fuggire, forse. A interpretarla Ivana Trettel che ha compensato la mancanza di voce – un Festival di Teatro fa sgolare – con una forte gestualitá drammatica.
Lo spettacolo, come accade anche nella vita, procede tra salti emotivi e flash back, e seduti tra le mura di Opera si va all’infanzia e all’adolescenza del protagonista, sperimentando coi suoi occhi la violenza, la crew16k (gruppo di writer e rapper della Barona), l’amore, la delinquenza, lo sport e le continue carcerazioni – fino ai suoi attuali quasi 40 anni.
Per chi ha visto tutti gli spettacoli della rassegna che nel pubblico del teatro di Opera ha messo affianco detenuti e non detenuti, è stata lampante la diversa partecipazione dei primi. Una sera, quella sera, hanno sentito dal vivo la storia di uno che ha pagato e ha trovato la strada, e non è venuto semplicemente a raccontarla, ma il suo essere lì, semplicemente lì, é stata la dimostrazione che c’è qualcosa di diverso, poi, ma da coltivare durante. “Ma i sogni li ho presi?”. Sì, Roger, sì – viene da rispondere – e da come ridevano e applaudivano e annuivano i tanti detenuti in sala, li ha distribuiti quasi segretamente citando nello spettacolo particolari quotidiani che toccano le corde solo di chi li ha vissuti e li porta tatuati da qualche parte sul corpo. Solitamente in un luogo nascosto e che il teatro é in grado di accarezzare. Il lavoro di anni, attento e delicato, di Opera Liquida é per questo importante, e dopo questi spettacolo invernali, Trettel ha dato l’appuntamento a maggio. Intanto si lavora, in carcere, su di sé e sullo spettacolo di cui si vuole essere protagonisti, sul palco, forse, ma sopratutto un volta scesi.

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