PAGINE PER NATALE/CONSIGLI DALLA FABBRICA

Schermata da 2014-12-19 15:00:13Spacchettati i regali e digerito il panettone, Natale – è un attimo – va via veloce, ma chi ci pensa in tempo a prepararsi a voltar la pagina? Quella del calendario, voltarla, è d’obbligo e la Grande Fabbrica delle Parole ha prodotto una lista di titoli ad hoc. “Siamo ambiziosi – dicono – vogliamo consigliare dei libri che cambiano le prospettive, lo sguardo, e a volte, a qualcuno, anche la vita”. Nata nel 2009 sulla scia del progetto “826 Valencia” dello scrittore statunitense Dave Eggers, la Grande Fabbrica delle Parole è uno spazio-laboratorio gratuito per condividere la passione dei libri per bambini, per incontrarsi e coltivarla con fantasia e creatività.

Il suo nome si ispira ad un libro speciale, ed è il primo della lista di quelli per cambiare le cose. Basta sentire la trama per capirlo: Agnès de Lestrade e Valeria Docampo per Terre di Mezzo Editore raccontano di un paese dove le persone parlano poco, perché le parole costano, e più sono importanti, più costano. C’è chi non se le può permettere, neppure per dire un “ti amo sincero”. Leggere questo libro a più bambini possibili, per la Grande Fabbrica è il modo per “insegnare poeticamente il diritto all’espressione”.
Come dal vero, ospitale più che mai, questo “826 Valencia” meneghino, invita a parlare ai bambini chi lo sa fare con la dovuta attenzione e la consapevolezza che si tratta di parlare di futuro al futuro. Allora ecco Leo Lionni, che con “Federico” (Babalibri) insegna che le storie sono, come il pane, vere e proprie provviste per l’inverno dello spirito, e Bruno Tognolini a precisare con le sue “Rime di rabbia” (Salani) che arrabbiarsi di fronte alle ingiustizie è bello, importante e giusto.
Contro il perfezionismo arriva Beatrice Alemagna con “I cinque malfatti” (Topipittori) e Gianni Rodari la raggiunge con “Il libro degli errori” (Einaudi) dove sostiene addirittura che “gli errori sono necessari, utili e spesso anche belli”, uno dei motti della Grande Fabbrica che si butta alle spalle il vecchio anno senza rancori, anzi, con un sorriso regalato da “Il trattamento Ridarelli” di Roddy Doyle (Salani).

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