UNA COMASCA ‘SUL RING’ DI BERLINO

Nicoletta  RingL’INTERVISTA CON L’AUTORE  Scrivere per 24 ore di e attorno a Berlino, compiendo 24 volte lo stesso percorso circolare e condividendolo con un belga (Nicolas Ancion), due francesi (Amèlie Vrla e Neil Joumunsi), un russo-tedesco (Nikita Afanasjew) e due tedeschi (Robert Klages e Patrick Weh Weiland). Per Nicoletta Grillo, abituata a scrivere con calma e sola, questa babele itinerante è stata una vera sfida: da comasca espatriata da ormai 3 lustri, e da poetessa, ha deciso di vincere l’inerzia e la forza centripeta raccontando la sua città d’adozione dal suo punto di vista di adottata. Lei è l’unica rappresentante italiana nel progetto di “Letteratura sul ring” (dove ring sta per la linea della S-Bahn, il treno urbano che fa il giro di Berlino, denominato appunto ‘Ring’ e su cui hanno viaggiato per un giorno intero i partecipanti), la 24 ore di scrittura metropolitana andata in scena nella capitale tedesca il 7 febbraio.

foto libreriaI risultati, nero su bianco, connessione permettendo, sono comparsi man mano sul blog dedicato , quelli della “nostra” Nicoletta Grillo compariranno anche sul suo blog , mentre è in libreria e in reading tour il suo “Lettere all’amministrazione del condominio” (Edizioni LietoColle).

Come è nato il progetto e come ci sei capitata dentro? E’ un’idea dell’associazione berlinese Un Zebre sur la Langue. All’inizio erano coinvolti 2 autori francesi e un tedesco già con precedenti esperienze di scrittura “pubblica“, come performance artistica. Per me che scrivendo poesia, io lavoro in modo totalmente diverso, più lento e solitario è stata una sfida.

Quale? Quella di obbligarmi a cambiare abitudini di scrittura e vedere di che cosa ero capace. Di una poesia scrivo e riscrivo sempre almeno 3 o 4 versioni, Letteratura sul Ring invece costringe a lavorare in condizioni abbastanza estreme. La scomodità, la stanchezza, la gente che va e viene, l’aria viziata, il movimento perpetuo circolare (anche se alle volte cambiavamo direzione…) E nessun filtro di rilettura e ripensamento: dovevamo continuamente “sfornare“ e postare testi sul blog.

Come ti sei preparata? Recuperando la Nicoletta giornalista, che ha imparato a scrivere testi sugli argomenti più disparati e in tempi brevi, alle volte brevissimi. Fisicamente, ho dormito molto nei giorni precedenti concedendomi qualche massaggio “preventivo“ alla schiena: i sedili della S-Bahn (treno urbano del Ring) sono proprio scomodi!

Come hanno reagito i viaggiatori alla vostra performance? Alla “berlinese”: nessuna reazione. Sono molto riservati per carattere, e poi sono abituati a vederne di cotte e di crude.

Qual è stata la scena? Siamo entrati in sette autori, seguiti dalla televisione e dalla telecamera della regista Barbara Bernardi, ci siamo seduti estraendo i nostri pc e iniziando a battere sui tasti: come riestare indifferenti? Eppure nessuno ha battuto ciglio né alzato lo sguardo. Ma questa è Berlino, una città che non si stupisce di nulla. A chiedere “Ma cosa state facendo?“ sono stati alcuni bambini.

Di cosa hai scritto durante il tuo viaggio metropolitano? Il Ring attraversa la Berlino meno di moda, quella della vita quotidiana, delle periferie…è la Berlino che ho cercato di raccontare, con il mio punto di vista di straniera, qui a quasi 15 anni. E’ stato un tributo di affetto alla mia città di adozione. L’ho intitolata “Guida turistica filosofico sentimentale di Berlino”.

Cambieranno le tue abitudini di scrittura? Non credo, ma ho riscoperto il lato “pubblico” dello scrivere e del leggere. Così ho organizzato dei reading a partire da “Lettere all’amministrazione del condominio”. Accompagnata dalla chitarra classica di Paola Minussi, dopo la data di Berlino, andrò in giro per l’Italia, partendo da Como (alla libreria Ubik, venerdì 20 marzo alle 18) fino a Firenze, Viterbo e Roma.

Quali sono state le parti più difficili del progetto? Era a budget zero, unico sponsor è stato il Caffè Monelli che ci ha ospitato durante le pause. Organizzarlo da zero non è stato facile per niente, le donne di Un zebre sur la langue, sono state bravissime. La connessione che alle volte non funzionava, inoltre, e poi … la lingua: eravamo in 7, con 5 lingue diverse.

Tra autori vi conoscevate prima dell’evento? No, ma abbiamo sempre cercato di rimanere insieme dandoci appuntamento sul primo vagone del treno. Le ore sono passate velocemente, così, e ci siamo aiuti reciprocamente.

Ti è piaciuto? Lo faresti a Milano? Non so la fattibilità a Milano per 24 ore di seguito: il bello del Ring berlinese è che durante il fine settimana viaggia anche per tutta la notte, e quindi non ci sono pause. La performance è a costo zero però, quindi ripetibile in ogni città dotata di mezzi pubblici che si prestano a un’avventura del genere. Sarebbe interessantissimo per ogni città: è un riappropriarsi di luoghi anonimi, un dare senso a posti che si attraversano solitamente con gli occhi bassi e il viso lungo.

Ora cosa ne sarà dei testi e del progetto? Sarebbe bellissimo avere una pubblicazione cartacea, con qualche grafico che possa illustrarla con immagini di Berlino…Io ho già qualche idea in mente, vedremo. Di sicuro il progetto verrà ripetuto l’anno prossimo, cercando di coinvolgere autori non solo europei, proprio per tenere fede a quel “cosmopolitismo” che è la caratteristica più bella di Berlino.

* Foto: Barbara Bernardi

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