LETTURA, RAGAZZI E FOTOGRAFIA

contentSe “sguardo”, “immagine” e “osservare” sono i ‘tag’ comuni al leggere e al fotografare, nulla vieta di utilizzare insieme il libro e la macchina fotografica per riempire il mondo di storie e ampliare l’immaginario narrativo. Chi la pensa così è il bibliotecario di Rozzano, Giuseppe Bartorilla, che per introdurre il corso di fotografia e lettura che terrà alla Libreria dei Ragazzi dal 21 marzo cita “La Storia Infinita”.

In quel libro c’è una meravigliosa e metaforica rappresentazione della costruzione del lettore, racchiusa nel momento in cui Bastiano e Atreiu, lettore e protagonista, incrociano i propri sguardi grazie ad uno specchio e ad un’immagine. In quel fotogramma letterario ci sono tutte le ragioni per non farsi scappare l’opportunità di chiedersi “Dove leggo oggi?” e di trovare la risposta nei 4 incontri proposti. Tre negli spazi di via Tadino, e l’ultima in giro per la città, le lezioni sono tutte una continua ricerca e cattura di spazi. Spazi in cui leggere, spaziando nelle vie e nelle letture più varie, senza escludere giornali, fumetti, volantini ed SMS. Alla fine del corso “una sorta di topografica e straniante Bookmap” milanese mostrerà le immagini realizzate dai giovanissimi fotolettori, alternate a brani tratti da una bibliografia ad hoc, under 14, preparata da Bartorilla per liberare le menti. Sì, perché oggi che, smartphone alla mano, per condividere immagini, altro che rullino, basta un social, per non parlare dei “selfie”, “forse dovremmo prenderci un po’ di tempo per guardare e scegliere. Sarebbe un modo per vivere più intensamente”.
Approcciarsi alla fotografia, quindi, è un modo per provare ad osservare tutto, ma proprio tutto, quello che sta dentro un mirino o in uno schermo e concentrarsi così su porzioni di realtà che spesso, nel vortice quotidiano, sfuggono. All’occhio e alla mente.
Luigi Ghirri scriveva che la fotografia “è sempre un escludere il resto del mondo per farne vedere un pezzettino” e Bartorilla mostra che, “partendo dai libri, e fotografando, si può allenare il proprio immaginario fantastico e rilanciarlo in luoghi non tradizionalmente associati alla lettura: piazze vie, statue, passaggi pedonali. Poi racconteremo le nostre storie di lettori del mondo”. Ecco perché questo titolo interlocutorio: “Dove leggo oggi?”.
I giovani fotolettori risponderanno uno ad uno “scrivendo con la luce, per narrare il loro quotidiano mescolandolo con il mondo della lettura”. Per farlo dovranno esercitare, sotto la guida di Bartorilla, la loro capacità di osservare spazi anche fantastici o non vissuti, “così come facciamo quando trasformiamo le parole in immagini mentali. Le storie si posso scrivere con la penna, con la tastiera, con i pennelli e perchè no, con la luce, fotografando luoghi dove abitualmente studiamo, lavoriamo, socializziamo”. Tutto ciò – parola di bibliotecario – avverrà giocando: niente lezioni frontali. E poi, massima libertà di scatto: “spero che i ragazzi scelgano i luoghi del loro vissuto quotidiano, più che cercare il luogo milanese d’effetto. Se poi le due cose coincideranno, ben venga. Quello che mi interessa è il collegamento fotografia-luogo-storie-immaginario-vissuto quotidiano”. Quanto alla sua Milano, tolti i Navigli e la Darsena, Bartorilla vi cerca “linee d’orizzonte che, separando cielo e terra, marcano la fine delle periferie e l’inizio della downtown milanese. Da buon rozzanese amo fotografare periferie urbane – confessa – cercando qualche briciola di poesia in luoghi duri come il cemento”.

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