LIBRI, LAVORO ED EMOZIONI

Schermata del 2015-03-04 13:16:23Non è una gara di citazioni di libri, ma se lo fosse, vincerebbero di misura quelle sulle gaffes in ufficio e sul senso di appartenenza. Sono infatti questi i post più “cliccati” del blog “Booksboxes” creato sull’onda di una riunione molto conflittuale da Roberto Ceccarelli, 50enne da 8 anni consulente e mediatore organizzativo. Dopo l’ennesima discussione “mi sono definitivamente convinto che i problemi al lavoro hanno frequentemente un’origine nella sfera emotiva delle persone”, così extra-lavoro, si è creato il suo “Booksboxes” dove ospitare “qualsiasi libro che analizzi le emozioni. Perché saggio, romanzo o testo teatrale che sia, se è sulle emozioni può contribuire ad arricchire la qualità delle relazioni con gli altri colleghi”.

Richiamando con il nome del blog il fascino polveroso di quelle vecchie scatole da cui tirar fuori i libri per leggerli con uno spirito da esploratore, Ceccarelli ad ogni post propone testi che facilitano i rapporti interpersonali al lavoro. E’ infatti convinto, con il pragmatismo da laureato in economia e commercio e l’esperienza pluriennale da dirigente d’azienda, che “solo una maggiore consapevolezza delle nostre ed altrui emozioni, può migliorare la qualità delle ore trascorse in ufficio o in reparto”.
Quanto alle gaffes, tra il serio e il faceto, tra le più apprezzate c’è n’è una che ammicca al sesso, tema che in ufficio, e non solo, scotta e spopola, sottobanco. “Cari cittadini di campagna sono davvero felice di ritrovarmi qui, con voi, nel luogo che mi ha dato i genitali”, è una citazione da “Scusatemi ho il patè d’animo” di Guido Quaranta, poi nel post Ceccarelli parla di omosessualità, con un collega che, con sciolto inglese, ha affermato:”He was for all an appreciated and amazing gay”. Imbarazzo o meno, politically correct o per nulla, davanti ad una gaffe, “rider assieme agli altri” è la soluzione.
“Per i post non c’è una regola precisa, possono essere situazioni lavorative cui ho assistito o che mi sono state raccontate. Il contesto aziendale fa purtroppo recitare alle persone dei copioni che a volte si ripetono, solo con qualche variazione sul tema – spiega Ceccarelli – ma più siamo consapevoli del copione che dobbiamo recitare, minori energie emotive dovremo investire per garantirci un accettabile equilibrio mentale”.
Ci sono tratti di cinismo, sferzante ed ironico, “Non si può nello stesso tempo essere sinceri e sembrare tali” (da L’immoralista di A. Gide) , e riflessioni tratte da Shakespeare sulla reputazione, definita già ai tempi ”un’idiota impostura falsa ed inutile quant’altre al mondo. troppe volte acquistata senza merito, troppe volte perduta senza colpa!”. Le categorie contemplate per i post, che andranno certamente ad aumentare, dato l’interesse suscitato, sono in parte ispirate ad un progetto fatto dall’autore con il Gruppo di Ricerca Progetto DEP  con cui ha scritto “Umanesimo nelle organizzazioni – le emozioni al lavoro” (Ed.LAlbero). Il testo, però, non vuole essere un vincolo ma solo “uno spunto per condividere idee su come trascorrere meglio le nostre ore di lavoro, sfogarsi, raccontare le proprie esperienze e sentire cosa ne pensano gli altri”. I commenti sono graditi, anzi, desiderati e accolti, soprattutto su temi scomodi, che Ceccarelli bada bene di non evitare. Integrazione, diversità di culture, di razza o di religione, o di vedute, e la sempre più costante e incombente precarietà: nessun tabù. Booksboxes non vuole insegnare, non vi si trova “quello che va o non va fatto” ma un semplice e prezioso spazio di confronto, dove compiere un piccolo percorso di consapevolezza nel proprio universo emozionale. Si può partire, oltre che mettendo il blog tra i preferiti sulla toolbar, leggendo tre titoli sulle relazioni tra colleghi, consigliati da Ceccarelli in persona. Il suo “Umanesimo nelle organizzazioni – le emozioni al lavoro”, “Pettegolezzi e reputazione” di Nicoletta Cavazza e l’intramontabile e noto “Uno nessuno e centomila” di Pirandello, da rileggere in chiave diversa, per scoprire spunti nascosti e attuali.

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