LEGGERE PER GLI ALTRI

Schermata del 2015-03-06 10:43:34L’INTERVISTA CON L’AUTORE  Voce, gesti e corpo: leggere un atto semplice ma farlo ad alta voce non è solo emettere un suono. Sopratutto se c’è un giovane futuro lettore che ci ascolta. Che pende dalle nostre labbra, così si dice, anche se in verità pende da tutto il nostro “io”, perché tutto è coinvolto nell’atto di leggere ad alta voce. A raccontare come farlo al meglio, è la milanese Emanuela Nava, scrittrice ma anche autrice di testi per programmi TV come l’Albero Azzurro. Ciclicamente, e a grande richiesta, in prima persona, in via Tadino, alla Libreria dei Ragazzi tiene corsi di lettura espressiva ad alta voce, per adulti. E per i bambini che avranno poi il piacere di ascoltarli.

Queli di Nava non sono corsi “teatrali”: “non impariamo a recitare, ma solo a comprendere la verità dell’immaginazione. Poi se si vuol recitare, utilizzare vocine e vocioni, va tutto bene, purché lo si faccia solo dopo avere compreso la potenza che hanno le parole”.

Leggere ad alta voce: quali benefici per il bambino ? In quali età soprattutto? Leggere, raccontare, accarezzare con la voce il bambino che ci sta vicino significa abbracciarlo con la voce e con l’energia creatrice del cuore. Ciò vale qualsiasi sia la sua età, persino quando è ancora nella pancia.

E per l’adulto-lettore? Trae dalle parole che legge la stessa forza immaginifica che trasmette a chi ascolta. Si dovrebbe leggere e raccontare a tutti, non solo ai bambini. Si può leggere e raccontare anche agli adulti. A partire dalle persone che amiamo, dagli anziani…

Secondo te è una pratica “in via di estinzione”, minacciata dalle nuove tecnologie/tv/ipd ? Direi proprio di no: sarebbe come dire che la voce è in via d’estinzione. Siamo noi che rischiamo di andare in via d’estinzione, invece, se rinunciamo alla potenza argentina della voce, alla sua altissima conducibilità, al suo suono, alla possibilità di assumere qualsiasi forma proprio come fa l’argento.

Cosa significa “lettura espressiva”? In cosa si differenzia dalla lettura “normale” ? Quando si legge a voce alta non si legge per sé stessi, ma per gli altri. La voce diventa un tramite molto forte tra noi e chi ci ascolta; anche lo sguardo, le pause, i silenzi sono molto importanti e densi di significati.

Quali sono le maggiori difficoltà nell’imparare a leggere ad alta voce? Non è sempre facile riconoscere che quando si narra o si legge una storia a voce alta si diventa un tutt’uno con la storia, cioè specchio di ciò che si racconta. Non si è solo argento, ma, se la storia è potente, si è argento vivo: mercurio. Cioè quella sostanza leggera e pesante, velenosa e curativa, capace di trasformarsi e di andare in ogni direzione. Le fiabe tradizionali sono un grande esempio di mercurio, purché non vengano tagliate e censurate.

Leggere ad alta voce è questione di tono, volume, timbro. Poi di colore, ritmo, intenzioni. Che ruolo giocano tali caratteristiche? Attraverso la voce si passano tutti gli stati d’animo. La metafora dell’argento insegna che bisogna essere asciutti e comprendere bene il testo, senza averne paura. La voce deve essere capace di assumere ogni forma. Non sono le nostre emozioni che devono essere trasmesse: solo quelle della storia che stiamo leggendo.

Quanto è importante che chi legge si diverta anche, mentre lo fa? Molto: se ci si diverte, se si legge volentieri, se la storia ci piace, siamo più luminosi.

*foto tratta dal sito personale di Emanuela Nava

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...