NERO COME L’INVERNO

un-inverno-color-noirDelitti in inverno, nero su bianco. Scontata, quasi, l’associazione, e proprio per questo pubblicare una raccolta dedicata è una sfida. Guanda la vince a mani basse e a più mani chiamando una squadra interregionale di autori, ciascuno libero di mettere in scena il suo delitto nel suo freddo angolino di mondo. Ma che faccia freddo e che la storia metta i brividi.
Nell’indice di “Un inverno color noir” i lombardi Gianni Biondillo, Giovanni Cocco, Amneris Magella, Elisabetta Bucciarelli, Massimo Gardella si alternano a Valerio Varesi, Bruno Arpaia, Leonardo Gori, Marcello Fois, Andrea Fazioli e Marco Vichi per raccontare una stagione che nasconde il proprio fascino sotto una coperta bianca. E in una copertina nera e bianca, con un tocco giallo: quella che Guanda affida a Guido Scarabottolo. Gli affezionati, dell’uno e dell’altro scrittore, non resteranno delusi se sono approdati a questo titolo per una nuova avventura dei loro beniamini anticrimine come l’ispettore Ferraro, il commissario Bordelli, il commissario Soneri o l’ispettrice Vergani. Il bello della raccolta è anche quel dare sicurezza, con certi titoli, e sfondare pregiudizi o far varcare nuove frontiere al solo voltar di pagina, passando ad un nuovo mistero e ad una nuova penna.
Nel timore della novità si può cercare rassicurazione per certi versi nei luoghi e nei paesaggi del Nord Italia, anche se poi si trasformano, come previsto, nelle scene dei delitti. Di penna in penna, per 10 volte e 320 pagine, si brancola tra fitte nebbie appoggiate su pianure tristi nella loro veste invernale. Tutto fa pensare che stia per essere commesso un crimine o ritrovato un cadavere. Eppure con bravura e mai giocando di inerzia, ogni autore ha voluto sorprendere e personalizzare questo “inverno color noir”, aggiungendovi le sue tinte e i suoi accessori.
C’è chi si rifugia in una stazione ferroviaria, chi invece preferisce una piazza deserta nonostante il freddo. Non importa, dove, e neanche quando, perché anche il Capodanno, il Natale e l’Immacolata possono tingersi di nero nonostante lucette e fiocchi convenzionali.
Tra chi compare e chi scompare, sempre imprevedibilmente, il mistero prende spazio e gestisce il tempo della lettura manipolando l’attenzione del lettore. Tanto che, allo sbocciare della primavera, spunta quasi la voglia di freddo, per rintanarsi sotto un piumone, in serate che iniziano presto, per immergersi in mistero d’autore.

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