LA PRINCIPESSA PERDUTA

3724066_241015E’ con onore che si legge Peter Silverman, è con sorpresa e a bocca aperta, in punta di piedi, sfogliando le pagine con una delicatezza che mai prima si è dimostrata per un libro, che si entra nella vita di questo noto collezionista. Ancora più tatto e ancora più riverenze, se poi la protagonista è proprio lei, “La Principessa Perduta di Leonardo” (Edizioni Piemme), tra l’altro in mostra in uno dei padiglioni “Belle Arti” per Expo ideati da Vittorio Sgarbi per conto di Regione Lombardia.

Prima di andare a salutare il nobile visetto delicato esposto alla Villa Reale di Monza fino a fine settembre, si può conoscere le vicissitudini di questa opera d’arte seguendola da New York a Parigi, da Milano a Zurigo fino a Varsavia, tra musei, case d’aste, gallerie d’arte e biblioteche, in “compagnia di Peter”.
Peter Silverman è il collezionista d’arte che nel gennaio 2007 in una galleria della Grande Mela ha adocchiato la principessa e non l’ha più scordata. Giovane donna sconosciuta, lei lo ossessiona: sembra una trama di un romanzo d’amore, e questo “La Principessa Perduta di Leonardo” lo è al 100%. E’ amore per l’arte e per l’insuperabile genio di un irripetibile artista: qualcosa che è difficile raccontare ma a cui è ancora più difficile restare indifferenti. Si è rapiti, da lei, da lui Peter, da lui Leonardo.
Questa love story collezionista-principessa, affatto scoraggiati dagli anni che li separano, tra ricerche, datazioni, interpretazioni e giochi di forza è raccontata da chi in tutto ciò, e per anni e anni, ci ha messo cuore e saggezza, preparazione e costanza. A New York con una occhiata, ma una delle sue, da esperto, aveva notato “qualcosa di ammaliante e ipnotico in quella purezza di linee e colori” ma non la firma di Leonardo. Quella no: l’attribuzione è una storia a sé, più complicata e intrecciata, avvincente ed entusiasmante per chi tifa per la Principessa e per Silverman. Ed è impossibile non farlo, seguendo la loro relazione tormentata pagina dopo pagina. Dopo l’ultima pagina, vedere la Principessa ospite della Villa Reale diventa un piacere irresistibile, quasi fino a voler andare a farle un cenno del capo, scambiando con lei uno sguardo di intesa, di chi sa cosa ha passato, di chi è felice di vederla incorniciata, perduta, ma ritrovata. E riconosciuta, e raccontata.

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