MILANO CONFIDENTIAL

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“Milano confidential” non è una guida ma guida ogni lettore a zonzo per la città. Non per monumenti, non per negozi, non per bar né per locali da happy hour ma a zonzo per “cose belle” e originali. Ecco perché questo libro di Alessia Algani, pubblicato da Bur, può fare la differenza ed essere differente. Dalle sue “colleghe” guide. Ben consapevole che Milano, tra le città italiane, non è “la regina della festa” questa blogger forte di una frequentazione quotidiana o quasi, da oltre 20 anni, ha deciso di svelare qualche “posticino” che conosce.

In confidenza, certo: “confidential”. Lei stessa definisce il libro una “scelta di luoghi suddivisi per categoria” senza nessuna pretesa di raccontare tutto ma, tra le righe, la sfida di stupire. Con un posto speciale dove fare colazione, con una vetrina un po’ in ombra ma piena di piccoli gadget imperdibili, con uno scorcio da cercare, o un cortile in pieno centro ma poco noto. Già autrice della app Milanochemipiace, il cui titolo spiega tutto, anche per il suo libro Algani ha scelto di “essere touchscreen” con una app per iPhone e Smarthpone Android, anch’essa suddivisa in sezioni. Innanzitutto dove dormire, con indicazioni e prezzo, dove mangiare, passando dal menù da re al take away sfizioso, e dove comprare, molta moda, come tutti si aspettano di fare a Milano. Impossibile non “fare serata” poi, ed ecco una sezione per uscire in locali, ma anche teatri e luoghi ricchi di vita fino alle ore piccole. La sezione dedicata all’arte e alla cultura trabocca di segnalazioni e, oltre ai classici nomi, ce ne sono di molto curiose che anche i milanesi potrebbero non conoscere. Con la “b” c’è sia la sezione bambini, sia la sezione bellezza, benessere e sport, entrambe ricche di indirizzi anche di parchi come i bellissimi Giardini della Guastalla, non secondi al noto Parco Sempione, d’obbligo. Con la “b” non vanno scordate le botteghe che, un po’ impolverate, custodiscono segreti. C’è chi scommette che a Milano non se ne vede più una da tempo, invece non è così e questo “Milano confidential” lo dimostrerà . Basta leggerlo e lasciare che ci convinca a cambiare idea, ad andare oltre lo stereotipo milanese a cui ormai, detto in “confidential”, non crede più nessuno.

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