LIBRAIE CORAGGIOSE

La-voce-dei-libri-IICristina ha messo i sogni davanti ai numeri, ha trasformato i primi in progetti e poi in realtà, lasciando che le parole prendessero il sopravvento sulle cifre. Così eccola tra gli scaffali de “Il mio libro”, la sua “scatola lilla” in via Sannio. E’ una libreria aperta dal 2010 e che oggi conta oltre 7mila titoli in 30 mq spesso animati da incontri con autori, ricchi di gusto. Lei è Cristina di Canio.
Sabina, Sabina Visintin, ha ribaltato più volte la propria vita, viaggiando e cambiando direzioni, ma poi è approdata in uno spazio rosso. Sì, il suo è rosso, e a due passi da via Sarpi. Lì ha aperto sempre nel 2010 la libreria 6Rosso rilevando una precedente attività e facendone “l’attività”. Quella della sua vita, una delle più belle delle via e della zona, da raccontare.
Ecco le due libraie coraggiose milanesi raccontate nell’antologia pubblicata lo scorso maggio da Marcos y Marcos. Due delle 20 libraie italiane a cui Matteo Eremo ha dato spazio nel secondo volume de “La voce dei libri”.
Se il primo volume era il manifesto delle librerie indipendenti con 11 casi per farsi strada, questo è la raccolta di librarie coraggiose che su e giù per lo Stivale hanno messo in piedi e tuttora tengono in vita librerie come “luoghi di cultura aperti sulla strada”. Accomuna tutte le esperienze raccontate, infatti, questa apertura, verso la strada intesa come punto di transito di una cittadinanza che non è solo meramente cliente ma persona. Nelle storie di entrambe le milanesi, così differenti nel loro approdare all’idea di fare “la libraia”, c’è costante e forte la volontà di fare rete e di essere “sulla strada”. Sia Cristina Di Canio sia Sabina Visintin, infatti, da subito hanno coinvolto le realtà del quartiere, i negozi, le associazioni – quelle ufficiali e quelle spontanee – facendosi spazio prima che nel quartiere nei cuori delle persone.
Con il loro amore e il loro coraggio, con scelte controcorrente rispetto alle top ten del momento, ma soprattutto con scelte dedicate e cucite addosso a chiunque varchi la loro porta. Lilla o rosso che sia lo spazio, il lettore milanese leggendo il libro della Marcos y Marcos può andare sul sicuro, e visitarlo, e andare fiero di entrambe le tinte. Ce ne sarebbero molte altre da citare, nella città e in tutta l’Italia, ed Eremo non lo nasconde. La sua non è la pretesa di fare una selezione di merito, ma di dare un volto, una storia e una profondità di intenti alle libraie indipendenti d’Italia. E ci riesce, ci riesce con le due protagoniste di Milano e con tutte le altre raccontate, ci riesce anche con le altre non raccontate perché letto “La voce dei libri” viene voglia di conoscerle tutte, queste storie. Storie di chi vende storie, le consiglia, le seleziona, da loro voce porgendo la copertina giusta al momento giusto, mai a caso, non per profitto, ma per passione. Per dare voce, “La voce dei libri”.

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