LA GRAPHIC NOVEL DI MILANO

Medhelan cover C1_alta risoluzioneL’INTERVISTA CON L’AUTORE  Una personale passione per il fumetto, la scoperta della singolare e avvincente storia del Parco Nord Milano, e infine l’Expo, con particolare riferimento alla tematica “Nutrire il pianeta”: dall’intreccio di questi fattori è nato l’intreccio di “Medhelan”, graphic novel scritta da Silvio Da Rù e disegnata da Beniamino Del Vecchio, pubblicata in italiano dalla casa editrice Star Comics, ma disponibile in altre 5 lingue, in pieno spirito internazionale di Expo, in formato e-book con la traduzione di Fondazione Milano Lingue. Proprio Da Rù, attore, autore, regista teatrale, scrittore milanese, diplomato infatti alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi, spiega il suo intento: “raccontare attraverso una forma d’arte così trasversale e immediata la storia della città che ospita Expo, dal punto di vista di una delle sue due tematiche”.

In quanto tempo l’hai scritta? Ci sono voluti 3 anni di lavoro. I primi due per studi e ricerche e per trovare i partner: produttore, editore, media partner e partner tecnici. Nel terzo anno, parallelamente al lavoro produttivo, si è aggiunta la realizzazione delle tavole, a stretto contatto con il disegnatore, Beniamino Del Vecchio.

Perché una graphic novel e non un romanzo? Perché permette di raccontare vicende complesse in modo “semplificato” e proprio questa “semplificazione” è la vera difficoltà! In ogni vignetta, tavola o capitolo, possono celarsi contenuti articolati a più livelli, che di solito emergono dopo una lettura più attenta dell’opera. Trattandosi di arte visiva, però, è importante che la comunicazione resti sintetica e immediata.

È la tua prima graphic novel? Sì. E, nonostante la grande difficoltà di realizzazione, questa forma d’arte mi affascina, perché permette di esplorare ambiti comunicativi diversi dal romanzo, dal teatro e dal cinema, linguaggi che ho praticato più a lungo e che quindi conosco meglio.

Perché l’hai proprio il Parco Nord come ambientazione? Cosa ti lega a quest’area? Con Milano e la sua periferia nord ho un legame profondo: ci sono nato, cresciuto e ci vivo tuttora. Chi avrebbe creduto che in 40 anni proprio questa parte della città sarebbe diventata uno dei più grandi parchi metropolitani d’Europa?

Da cosa nasce la scelta di alternare passato storico e presente? Il tempo storico della vicenda è intrinseco alla struttura narrativa che prevede l’alternanza del tempo presente (la riunione dei consiglieri chiamati a decidere delle sorti di una vasta area a nord di Milano che versa in un grave stato di degrado) con il tempo passato (il racconto di uno dei consiglieri – l’Architetto – sulle origini di quell’area). La scelta ha una doppia funzione: dare un certo ritmo alla narrazione del tempo e operare stacchi di tipo cinematografico in punti precisi della storia, per collegare eventi distanti nel tempo ma affini.

Come mai hai dato la parola agli animali in molte scene? Per dare “pari dignità” a un mondo che ancora oggi molti considerano inferiore al regno umano. Ho anche voluto guardare certi eventi storici dal punto di vista della natura, cercando di dare voce ai suoi bisogni, spesso entrati in conflitto con gli scopi dell’uomo civilizzato.

La parte di politica é molto esplicita e realistica: come l’hai costruita? Durante le ricerche sono tante le cose che ho scoperto. Ho scelto di tenere solo quello che era collegato con la linea principale della vicenda. Tuttavia è un dato di fatto che i Romani hanno conquistato mezzo mondo cambiando il concetto urbanistico di città, così come è un dato di fatto che l’espansione delle aree urbane nel corso della storia abbia ridotto le grandi foreste e che l’industrializzazione prima e le due guerre mondiali poi abbiano distrutto buona parte del patrimonio ambientale dei paesi civilizzati.

Dagli abitanti della zona hai avuto commenti? C’è vivo interesse quando presento l’opera perchè la maggior parte delle persone ignora la storia della terra dove è nata e dove vive.

Hai mai pensato ad una trasposizione teatrale o cinematografica? È molto delicata la trasposizione, non di rado i lettori rimangano delusi. Nei casi riusciti – come quella che Cristopher Nolan ha fatto del Batman di Frank Miller – possono emergere atmosfere e dimensioni emotive che nei libri restano latenti. Per Medhelan, si potrebbe pensare alla trasposizione in un film d’animazione.

Ci sarà un secondo volume di Medhelan? No, la vicenda ha un arco narrativo troppo strutturato intorno a una tematica precisa che riduce al minimo le possibilità di una qualche continuazione. 

Si avvicina la stagione delle piene…. Un diluvio universale meneghino meriterebbe una gothic graphic novel? Spero che nessuno debba vivere quello che hanno vissuto i cittadini di Mediolanum nel I Sec. d.C.: significherebbe, ancora una volta, che il passato non ha insegnato nulla per vivere meglio il presente.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...