LA FELICITÀ NON FA RUMORE

la-felicità-non-fa-rumore-667x1024Non quello di un tram né quello della carta di credito passata in un POS. Non il cucchiaino che sbatte contro l’interno della tazzina di caffé bevuta in pieno centro e nel pieno di una chiacchierata fiume con la migliore amica. Non il campanello se a suonare è il tuo ex marito e tu sei con il tuo amante, e i due si conoscono. No, anche a Milano “La felicità non fa rumore” e lo racconta con delicato e graffiante realismo Olivia Crosio, traduttrice, anche del celebre Diario di Bridget Jones, e già autrice di due romanzi per adolescenti pubblicati con Fanucci, oltre che di un romanzo femminile digitale con Emmabooks.

Stufa dei toni da “chick lit” di molte delle opere tradotte, Crosio in questo romanzo pubblicato con Giunti ne prende chiaramente le distanze. Anzi fa di più: crea una sorta di anti principessina, di anti-Cenetentola. E’ la protagonista, Letizia, elegante e glamour ma che non cerca nel manager stirato e incravattato, la svolta della vita.
Letizia pare proprio una di quelle poco più che 40enni che in perfetta mise si scorgono a metá mattina quando nessuno se lo può permettere, sedute al caffè con l’amica che racconta della nuova moda e del nuovo amante. Con Crosio, però, si entra anche in casa di Letizia ed eccola tradita e lasciata dal marito Pietro, arrogante e pieno di sè. E dopo poche pagine umiliata e abbandonata dalla figlia 18enne Marta. Liceale ribelle, sì, ma anche giovane donna coraggiosa che, a modo suo, collabora con i suoi “strappi” e la sua rabbia, al “ri-orientamento della madre”. Letizia si trova con nulla in mano, è una facciata ben stuccata di un palazzo che nessuno vuole abitare anche se bello e ben tenuto. A Milano ce ne sono esempi e, milanese a Milano, tra milanesi e non, la protagonista si trova a fare i conti con una vita finora trascorsa senza coltivarsi. Senza credere in sé né costruire qualcosa per sé, passata dall’alone di protezione del padre a quello del marito. Con nessuno che la protegge, senza neanche una figlia come alibi per non farsi una vita, Letizia, nome non casuale, scopre che, anche se “La felicità non fa rumore”, c’è. Anche nel traffico di Milano. Ad aiutarla a tendere l’orecchio e mettere a tacere stereotipi, al suo fianco si ritrova un personaggio “a sorpresa” come Carmela. Senza una chiara figura se non nel finale ma, da subito, con rara capacità di ascolto, anche nella foschia. Di una sauna, oltre che dell’autunno lombardo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...