LA POLITICA DEI MASCHILISTI

fgmn8xamqk3h_s4“Il craxismo imperante” è il simbolo della Milano da bere, “con quella ostentata ricerca della fisicità della donna tanto da vantarsi sull’Avanti di avere come hostess ai propri congressi stangone da 1,85. Un craxismo tutto milanese, mostruosa preview di quel Berlusconi, sempre milanese, che nella seconda repubblica sdogana la donna oggetto”. Parte da questa Milano, sua città di adozione, ma gira tutta la penisola e l’intero arco parlamentare, dal dopoguerra ad oggi, il prezioso viaggio nel maschilismo italico di Filippo Maria Battaglia. Giornalista di Sky, ha pubblicato per Bollati Boringhieri un centinaio di pagine intitolate “Stai zitta e va’ in cucina” e l’impressione è che non siano molte e molte di più solo perché si è limitato a raccontare il fenomeno nella sfera politica e scegliendo le “uscite” più rappresentative, tra i “soliti noti” e gli “inaspettati”.

L’autore, appassionato di politica, confessa infatti di essere rimasto personalmente sorpreso da frasi e gesti estremamente maschilisti di “autentiche istituzioni repubblicane come Pertini e Leone. Il primo non amava incontrare le donne in pantalone, Leone che si batte contro le donne in magistratura”. E c’è anche Francesco Cossiga che, anni prima di Silvio Berlusconi, aveva offeso Rosy Bindi dicendole che era “brutta, cattiva e cretina”, fino a Pierluigi Bersani che afferma: “noi abbiamo ‘portato’ il 40% di donne”.
Questi esempi, e tutti gli altri, bipartisan a cavallo tra storia e attualità, “sono la dimostrazione che il fenomeno è molto più diffuso di quanto si pensi” spiega Battaglia. Leggendo “Stai zitta e va’ in cucina”‘ risulta difficili additare “i solito maschilisti” salvando “noi e i nostri, che, ben lungi dal”. Si percepisce che quel “maschilismo in politica da Togliatti a Grillo” promesso in copertina, è veramente da Togliatti a Grillo, senza sosta, senza partito, senza “movimento”.
Resosi conto “dell’assurda mancanza di un libro sul tema”, il giornalista è così che ha cominciato le ricerche, due anni fa, “scartabellando” tra atti, documenti e quotidiani d’epoca. Sfogliando e cliccando, con parziale sorpresa – o forse era speranza vana – si è trovato sommerso da numerosi esempi recenti. “Le dinamiche che vediamo adesso nei confronti della presidente Boldrini e del ministro Boschi sono molto antiche e non sono cambiate – spiega – ma prima una sorta di ipocrisia linguistica frenava sia da parte laica sia da parte comunista, oggi all’elettore arriva senza filtri tutto ciò che succede”.
Setacciando la politica italiana dal dopoguerra ad oggi, Battaglia ha colto segnali di miglioramento. Ad esempio nella crescente presenza di parlamentari donne, oggi il 30%, che però non “resiste” ad alta quota e, quando si analizzano i numeri in ruoli apicali, la percentuale si dimezza.
Terminato il libro, doverosa e interessante lettura, Battaglia azzarda una sorta di profezia: “il maschilismo per lo meno in politica, finirá quando certi atteggiamenti come quelli visti anche di recente in Senato, verranno sanzionati elettoralmente. Finchè il politico non percepisce che queste sue uscite sono penalizzate elettoralmente, continuerá a farne”. Ecco quindi che al grido di “stai zitta e va’ in cucina” il giornalista vuole “sensibilizzare elettori ed elettrici e far capire che queste cose contano”. “Devono contare – insiste – come accade in altri Paesi”. In Inghilterra, ad esempio, il premier David Cameron ha dovuto scusarsi per aver detto ad una esponente dell’opposizione “datti una calmata, baby”. “Noi in Italia attendiamo scuse per frasi ben peggiori” commenta Battaglia che ha in serbo nel suo libro una bel campionario di esempi per tutti i gusti, le sensibilitá e le epoche. Li propone a tutti, cosí, con fare “mirabilmente sintetico ma implacabile”.

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