SCACCHIERA EXPO

copertinaL’INTERVISTA CON L’AUTORE  Guardare, con i propri lettori, la luna, “il nuovo assetto del potere a Milano e in Italia” e smetterla di fissare il dito, ovvero “il mega evento”, stando fuori da “schemi, obblighi di scuderia di grandi editori, correntoni pro o contro Expo. Indipendenti fino in fondo”. E’ la partita che la squadra di giornalisti composta da Lorenzo Bagnoli, Lorenzo Bodrero e Luca Rinaldi si è giocata con e sulla “Scacchiera Expo” pubblicando con la casa editrice digitale Informant un ebook così intitolato. Come ogni vera squadra, i tre autori ne parlano all’unisono, mettendo ciascuno del proprio.
Quando avete deciso di scrivere questo ebook? A giugno 2015. Per me e Lorenzo Bodrero Expo era un focus giornalistico naturale perché da oltre un anno gestivamo ExpoLeaks (piattaforma per segnalazioni anonime creata dal centro di giornalismo di inchiesta IRPI). Luca Rinaldi seguiva Expo per varie testate. E poi conosce bene il contesto milanese e lombardo. Gli abbiamo proposto di fare un lavoro insieme, lo volevamo in squadra con noi, e lui non ha esitato.

Da Expoleaks a questo ebook: come mai e come avete fatto? “Scacchiera Expo” è il coronamento degli anni di lavoro di Expoleaks: un lavoro basato solo sui leak, su segnalazioni anonime, non sarebbe stato sufficiente: serviva una narrazione complessiva sugli equilibri del potere durante Expo. L’ebook é nato principalmente per raccontare ciò che secondo noi Expo ha dimostrato: che la fetta marcia dell’imprenditoria e della politica italiana, che in maniera illecita vince grandi appalti o lavori per le grandi opere, è composta sempre dagli stessi personaggi, con poche variazioni. C’è un “sistema Italia” che ha interessato anche Expo. Non è stata solo questo, l’Expo, anzi, ma ciò che vogliamo evidenziare nel libro è come certe inchieste giudiziarie hanno portato a galla connessioni deviate che interessano tutto il Paese.

Perché questo titolo? La scacchiera si riferisce a un sistema che interessa gran parte delle grandi opere e dei grandi appalti in corso nel nostro Paese. Expo non è che una pedina del sistema nazionale di gestire gli appalti, più spesso fucina di malaffare e corruzione piuttosto che di opportunità da cogliere per dare una svolta.

Perché un ebook? I tempi erano ristretti per un cartaceo, ma non solo. Abbiamo voluto fornire contenuti anche multimediali: video, foto e infografiche. Un ebook era quindi la naturale destinazione del nostro lavoro.

Perchè con Informant? Informant è una media company giovane e innovativa, da sempre tratta temi scomodi ma allo stesso tempo incoraggianti. Un binomio che riassume bene l’esperienza di Expo.

Quanto tempo avete dedicato alla raccolta, alla verifica e all’incrocio di informazioni? Abbiamo letto e riletto i dossier di partecipazione, le carte giudiziarie, documenti del governo, i resoconti del consiglio comunale di Milano. Abbiamo intervistato addetti ai lavori, ricevuto e analizzato segnalazioni anonime. E tanto altro. Fin da subito abbiamo suddiviso i contenuti in tre macro aree: il prima, il durante e il dopo. Nel prima si parla di cosa doveva essere Expo, del percorso politico che ha portato alla sua assegnazione e alla creazione della macchina Expo con tanto di scontri, ritardi e la questione delicatissima dei terreni. Il durante racconta le inchieste giudiziarie, i politici e gli imprenditori coinvolti, la questione biglietti e ingressi, la Carta di Milano. Il dopo Expo è l’eredità: ciò che sarà fatto del terreno, le battaglie legali per l’assegnazione degli spazi e la loro vendita.

Avete incontro difficoltà? Sì, soprattutto per il dopo-Expo: pochi vogliono esporsi. Da Arexpo alle istituzioni, sembrano tutti estremamente prudenti nel comunicare cosa ne sarà delle strutture principali e dei terreni. Camminano sulle uova, nessuno vuole compromettersi politicamente.

Tre cose che, documentandovi, vi hanno sorpreso? Due che valgono tre ciascuna: i luoghi comuni, sull’Expo e su chi ci ha guadagnato.

Stile e contenuti rigorosi nel votro ebook, ma non c’è il rischio che diventi un “ebook per pochi”, esperti? Certo non è una lettura superficiale ma non crediamo e non temiamo che rimanga una lettura per addetti ai lavori. La scelta è stata quella di gettare luce sulle zone d’ombra che Expo ha lasciato mettendo insieme e provando a rispondere alle domande che in tanti, e non solo addetti ai lavori, si sono fatti lungo questi anni.

Tre “chicche” del libro? L’intervista ad Ada Lucia De Cesaris che racconta ciò che avrebbe fatto lei con il dopo Expo. E pare prontissima a gestirlo… L’intervista al sindaco di Rho che mostra una volta per tutte cosa significa per un paesino avere un Expo accanto. Il capitolo intitolato “Un giocatore nell’ombra” frutto degli sforzi di Expoleaks in un anno di lavoro.

Anna e Francescodel vostro prologo, una no Expo e un “exposttimista”, cosa penserebbero leggendovi? Concorderebbero che il problema in sé non è mai stato l’Expo ma il significato che ha avuto nella scacchiera del potere a Milano e in Italia. Ci piacerebbe che si rendessero conto che sono stati simboli inconsapevoli di una storia che in realtà ci ha distratto dalla partita vera dell’Expo.

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