TEATRO DI LAUREA

Schermata del 2015-12-01 10:11:23Teatro, periferie ed efficacia del marketing culturale tra volantinaggio, eventi, Twitter, Facebook e newsletter, con un happy end che unisce tutti in una card. Questa è una storia che ha protagonista una laureanda della Cattolica 24enne di Parabiago (MI), Alice Della Monica, e va in scena in due teatri milanesi: il Teatro della Cooperativa e il teatro Ringhiera. Schermata del 2015-12-01 10:13:59Questa giovane universitaria ha infatti dedicato la sua tesi di Laurea magistrale in Economia e Gestione dei Beni Culturali e dello Spettacolo a queste due realtà scelte perché “periferiche, con grande attività di teatro sociale sul territorio e compagnie di produzione finanziate dal Ministero”.

Non solo lo ha fatto né per pietismo né per raccontarle e lodarle, anche se lo meriterebbero, ma per esaminarle e consigliarle. Ispirarle, soprattutto, su come affrontare in modo vincente la rivoluzione del ruolo del marketing applicato al prodotto artistico legata sia ai cambiamenti del mercato, sia alle nuove tecnologie. “E’ fondamentale sapere come raggiungere le fasce potenzialmente interessate a uno spettacolo e come fidelizzare e incrementare il pubblico – spiega Della Monica – ho iniziato a valutare se i due teatri utilizzassero gli strumenti del marketing culturale in modo corretto”. Per la sua tesi ha analizzato la stagione 2014 – 2015, in serate non di prima: due produzioni, del Teatro Della Cooperativa e Teatro Ringhiera, e due ospitate per valutare differenza di pubblico e la quantità e qualità della comunicazione, sondando gli spettatori per fascia d’età e luogo di origine, ragioni per cui assistere allo spettacolo, valutazione della promozione e comunicazione del Teatro. In entrambi i teatri il pubblico è donna, e di fascia di età media 25-60 anni, il prezzo del biglietto è equo, e buone sono le promozioni, le offerte e gli sconti proposti.
Per il Teatro della Cooperativa ci sarebbe bisogno secondo la laureanda di una maggior promozione all’interno di scuole e Università, con incontri con gli attori, ad esempio, e promo di spettacoli, mentre per attirare gli over 60 la sala di via Hermada potrebbe aprire le porte e alzare il sipario anche per qualche replica pomeridiana in più. Data l’ubicazione, periferica ma ben collegata non solo con Milano ma anche con l’hinterland, questo teatro potrebbe ambire a conquistare più pubblico non-cittadino, dati che ad oggi gli spettatori arrivano principalmente dalla città, soprattutto dal quartiere di Niguarda. Basterebbe più promozione non a km zero, fattibile tramite social network che abbattono distanze ben maggiori.
Dall’altra parte della città, o quasi, ma ugualmente distante dal centro per potersi definire “realtà periferica”, il Teatro Ringhiera se la cava un po’ meglio con gli under 25, “anche perché la compagnia Atir è costituita da attori giovani con un buon pubblico fedele, e ci sono numerose convenzioni con le Università e le scuole di teatro di Milano”. Sfora anche nella fascia over 60, grazie ai laboratori e agli incontri settimanali con i pensionati”. Ma non ci si accontenta e Della Monica sprona il teatro a migliorare con i giovani organizzando promo di spettacoli, incontri e dibattiti con attori nei cortili degli atenei. Anche questo teatro deve e sconfinare, nell’hinterland milanese: la sala è vicino ad un ingresso autostradale e facilmente raggiungibile anche dai comuni vicini. Dato che il prezzo del biglietto è considerato equo, ci sarò certo qualche cittadino metropolitano attirato dalla stagione vivace in scena al Gratosoglio.
Una da un capo della città, uno dall’altra, ma entrambi i teatri dovrebbero unire gli intenti, oltre che gli utenti, e coinvolgere gli altri “periferici” creando una card valida solo per loro in cui i “punti spettacolo” si trasformino in buoni sconto per altre serate o ingressi omaggio. Coraggiosa ma doverosa e probabilmente conveniente, anche una “diversificazione della programmazione, con spettacoli di musica, danza, cineforum e conferenze a tema per coinvolgere più fasce” e intanto il sito web di ogni teatro potrebbe far apparire i commenti degli spettatori, per aiutare nella scelta fornendo indicazioni su “com’è fatto”, ”da chi è fatto”.
Reduce da questa full immersion teatrale ma da dietro le quinte, o tra il pubblico a far domande, Alice Della Monica oltre alla Laurea, porta con sé, nel mondo del lavoro, la bella atmosfera respirata: “sorprendete è il clima che si vive frequentando i due teatri. Mi sono spesso sentita parte di un team: emozionante”. Poi, visto da vicino, è ancora più eccellente il lavoro di entrambi nel riqualificare delle zone (5 e 9), un fuori rassegna spettacolare.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...