INDAGINE ‘FUORI PORTA’

cover lauranaL’ultimo giorno, l’ultimo giorno prima della pensione, parola che già sa di mistero, di questi tempi, un detective viene interpellato per una prima volta. Non per la sua prima indagine, ovviamente, proprio Mario Borri, con una carriera come la sua alle spalle, ma per “la prima fuori Milano”. La sua Milano, quella città che lo accoglie tiepida come un acquario, in questo nuovo libro di Massimo Cassani, edito da Laurana. Si intitola “Mistero sul lago nero” e la temperatura, del lago, è giusta. Anche per il milanese detective che, in trasferta, si ritrova a suo agio nonostante la mancanza del solito bar, del solito tragitto, e di qualche solito passante.

Impossibilitato a scivolare, proprio negli ultimi suoi giorni di lavoro, nelle sue solite abitudini ormai salde che suonano rassicuranti, questo uomo da 165 cm nella nuova indagine dell’ultimo miglio si scopre un detective migliore di quello che già immodestamente pensava di essere.
Gita fuori porta per un milanese vuol dire spesso lago, e infatti è lì che questo ultimo lavoro della carriera lo porta. In autunno però, una stagione in cui i milanesi non certo amano lasciare la loro città per addentrarsi in una nebbia ancora più densa di quella che li accoglie ogni mattina. Se il lago autunnale è insolito, ancora di più lo è la cliente e la tipologia di compito che l’avvenente 40enne affida a Borri.
Capelli fulvi sventolano su un fisico da sventola, e Borri non si accorge neanche che già le ha detto “sì, accetto l’indagine” sempre con il suo modo ironico a cui non sa rinunciare anche se non sembra attecchire sulla donna. Ma lui, come per il Jack Daniels, sembra non poterne fare a meno. Ed è forse una salvezza, l’ironia, si intende, e l’autoironia, per Borri, quando si trova tra cinghiali, guardiani, suore, vecchietti con e senza cappelli, albergatrici ex cantanti di night, baristi arcigni e carabinieri occhiuti. Non sarà giungla urbana, ma una divertente giungla di personaggi sì, con cui non è possibile annoiarsi come invece il cittadino milanese sospetta quando si tratta di lasciare la propria area così densamente popolata da non lasciare spazio neanche ad una goccia d’acqua di condensare.
Cassani non abbandona mai il tono semiserio, ma non per questo rinuncia alla purezza del romanzo di genere confermandosi, al suo sesto libro, uno scrittore seriale ma mai ripetitivo.
Mistero su lago nero si regge molto sui dialoghi, che allontanano definitivamente il pericolo di una lettura noiosa o nebbiosa, silenziosa come il titolo potrebbe suggerire. Soprattutto alle menti metropolitane che identificano il lago come qualcosa di deserto e desolato, e desolante. Non è affatto così nel libro di Cassani dove la prosa sferzante non ammette distrazioni. Un po’ come quando per strada, nella Milano che Borri tanto ama, nell’ora di punta non si può perdere il ritmo della folla. Il pericolo è restarne calpestati.

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