MILANESANDO TRA I MISTERI

9788879553384In 27 capitoli raccontare tutti i misteri di Milano non è un impresa da pochi, è una impresa da “pazzi”, pressoché impossibile, ma se a provarci è una persona come Cesare Comoletti può anche succedere che ci si avvicini molto al successo. Ottenendo un ottimo risultato che si intitola “Milanesando”. Il volume, pubblicato la scorsa primavera dalle Edizioni Meravigli, è un continuo passare da esoterismi a misteri, leggende e tradizioni, con il fattore made in Milano fisso a tenere la direzione. Quella di chi ama Milano, quella di Comoletti.
Formatosi al Politecnico, poi impegnato nell’azienda di famiglia nel settore dei metalli e socio di peso del Circolo Filologico Milanese, l’autore ha già dedicato alla sua città numerosi volumi, anche come coautore, tra cui «I grandoeur de Milan», traduzione in milanese dal latino, con testo a fronte, del «De magnalibus urbis Mediolani» di Bonvesin da la Riva, «I mestée de Milan», «Milano misteriosa e segreta», «La cusina de Milan», «I Quatter Vangeli» tradotti in dialetto nel 1995 con imprimatur della Curia, il «Grande Dizionario Milanese» per Vallardi nel 2001, «A Milan se scriv inscì».
Alla domanda “c’era bisogno di Milanesando” la risposta è sì: la voce di Comoletti, nonostante l’evidenza anagrafica, è una forte spinta a non abbandonarsi mai alla “deteriore nostalgia per i temp indree”. Men che meno al rimpianto, al “si stava meglio quando”. Detto da lui, non è come detto da uno qualunque: è milanese, un milanese critico e appassionato, che scava e ha scavato per una vita nell’intrico urbano e sociale senza mai scordarsi di prendere ampie boccate d’aria e frequentare con fare partecipativo chi la città la rende viva. La gente.
Quindi, Milanesando. Il titolo rende bene l’idea di una certa continuità, di un racconto che non deve finire, come non deve finire l’evoluzione della metropoli meneghina che si affaccia all’idea di diventare “grande”, adulta, città metropolitana più complessa che mai.
Comoletti ci ha lasciato un fardello di passato e antichità con targa “MI”, un carico di non pochi misteri, risolti o meno, vivace come lo sono le leggende, le credenze e i miti quando li racconta chi lo sa fare. Non solo perchè ne sa, non solo perché preparato, ma anche perchè capace di cucire la saggezza e la conoscenza con una sottile ironia che non si impara. Nè al Politecnico, né altrove. Una preziosa pozione che ammalia lettori anche improbabilmente interessati alla storia di Milano e che si troveranno a consultare in modo partecipato a vicende storiche e folkloristiche della città tanto da preferirle, chissà, alle imminenti e molto attuali amministrative 2016.

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