I LIBRI E L’ORGOGLIO

Schermata del 2016-03-10 14:32:55Nuove date, ma soprattutto nuovi spazi, sempre più vicini anzi nel cuore battente della cultura milanese, e l’ambizione di “conservare la biodiversità” superando di misura i numeri della prima edizione che nel marzo 2015 ai Frigoriferi milanesi si era conclusa con oltre 20mila presenze di lettori e 124 di marchi editoriali. Non si scherza: anche se inizia puntuale al pesce d’aprile, la seconda edizione di Book Pride apre a Milano con tante novità e per tre giorni (1-3 aprile) fa tappa negli spazi di Base Milano, “che ora sta diventando un interessante polo culturale multiforme”.

Tra le novità editoriali e di programma, salta agli occhi anche l’assenza di un biglietto di ingresso: “tutti devono avere la possibilità di fruire gratuitamente di Book Pride”. Andrea Staid, redattore di Eleuthera, antropologo e tra gli organizzatori sia della prima che di questa edizione, non ha dubbi, entrata libera e attenzione puntata sul tema di quest’anno: equosistema. “Sarà declinato non solo in campo editoriale, ma anche nell’analisi della realtà ecologica e ambientale, della situazione geopolitica e sociale, delle nuove frontiere dei diritti civili – spiega – l’obiettivo è di arrivare a indicare possibili soluzioni. A Book Pride, partendo dalla ricchezza culturale dell’editoria indipendente, vogliamo individuare proposte di lavoro comuni”.
Ospitata nei 6mila mq di Base Milano, questa fiera dell’editoria promossa dall’Osservatorio degli editori indipendenti (ODEI) e ben gradita dal Comune di Milano, darà spazio a sua volta “a tutti gli editori che non alimentano l’editoria a pagamento e, soprattutto, che credono fortemente nel libro non solo come merce, ma come un veicolo di mutazione culturale”. Uniti, collaboranti, in difesa della “bibliodiversità” che significa “difendersi dall’egemonia dei grandi gruppi, concepire realmente la pluralità, fomentare analisi e criticità nel mondo della cultura e non avere paura di essere tanti di qualità e differenti”. “La logica commerciale che regola il funzionamento della catena del libro è nelle mani di pochi grandi gruppi – continua Staid – costoro possiedono i principali marchi, le più importanti reti di promozione e di distribuzione, svariati canali di vendita. Per gli editori indipendenti è molto difficile fare a meno dei loro servizi e sottrarsi alla loro influenza. Questo comporta una progressiva estinzione della bibliodiversità nel panorama editoriale e un’omologazione dell’offerta, dovuta tanto all’espansione dei grandi gruppi, quanto alla crescente difficoltà delle realtà indipendenti di collocarsi competitivamente sul mercato”.
Se le adesioni abbondano e spaziano in ogni angolo di universo editoriale, anche dal punto di vista dei lettori ci si aspetta una partecipazione “assolutamente trasversale, di tutte le età e di tutti i gusti. A Book Pride avranno l’imbarazzo della scelta, potranno trovare dalla saggistica antropologica e filosofica, fino ai libri per bambini” e proprio ai bambini, in occasione della vicinanza di date con la Fiera internazionale del libro per ragazzi di Bologna, verrà dedicato lo spazio BOOK YOUNG.
Un giro a Book Pride, per i lettori milanesi o in trasferta, non si limiterà ad una mera passeggiata tra bancarelle di libri dalle copertine con diversi marchi e colori, tra pagine da sfogliare e quarte di copertina da interrogare. C’è anche un fitto programma di eventi sui principali temi di attualità con ospiti di primo piano sia italiani che stranieri, focus di settore sulle difficoltà del mercato editoriale italiano, incontri con autori freschi di pubblicazione. Staid, tra gli imperdibili, segnala “essendo un antropologo” l’incontro conversazione tra Francesco Remotti, Adriano Favole e Nausicaa Pezzoni, sul tema dell’abitare. Poi “Sui generis. Diversi generi, uguali diritti” con Luisa Muraro, l’incontro “Rete, lettura e nuove narrazioni” con Wu Ming1, Antonio Iannello e Alessandro Gazzoia.
Sbaraccato tutto, il 3 aprile sera, dopo un paio di giorni per tornare in forze, “vorrei restasse la felicità per l’ottima riuscita, una maggiore consapevolezza per i lettori e una grande capacità di coesione tra editori indipendenti”. Contando di rivedersi, cresciuti, e ancora indipendenti, a Book Pride 3.

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