DA CULTURA A CIBO, IL NORD EUROPA A MILANO

unnamedUna gara di traduzione, live, italiano/svedese, una maratona di racconti de “Il grande freddo” in cui nessuno ha il divieto di dire quello che ha goduto o patito nei Paesi del Nord Europa. E poi performance gastronomiche per scoprire che non si mangiano solo renna e salmone, “lassù”, e si balla anche. Non sui jingle di Babbo Natale ma con una soundtrack di tutto rispetto, quella che spesso ascoltiamo ignorando che sia “made in Sweden”.
Non è necessario decollare verso la penisola scandinava, tutto ciò è dietro l’angolo, basta attendere l’inizio del festival Boreali, organizzato dalla casa editrice Iperborea in collaborazione con numerosi realtà milanesi. In primis con il Teatro Franco Parenti che ospiterà tutti gli eventi, dal 20 al 23 aprile. Innamoratosi di quanto visto e vissuto nella prima edizione, che nel 2015 aveva disseminato in città numerosi eventi per 15 giorni, il celebre e ligneo teatro di via Pier Lombardo ha voluto contenere nei propri spazi tutta la cultura nordica in trasferta a Milano. Il programma completo è disponibile sul sito della manifestazione.

Per i milanesi sarà una immersione a 360 gradi, come ha spiegato Pietro Biancardi, a capo di una casa editrice, Iperborea, che con determinazione e costanza da anni ha instillato in Italia l’idea che vale la pena di conoscere la cultura nord europea superando gli stereotipi. A Milano, in particolare, dove ha sede, si è partiti con dei “caffé” dedicati alle capitali delle nazioni da cui provengono gli autori dei titoli Iperborea: dal Caffè Amsterdam, del 2010 e passando per Copenaghen (2012), Stoccolma (2013) e Helsinki (2014) si è arrivati a osare con i Boreali, nel 2015.
Nel 2016, questa seconda edizione è ancora all’insegna dell’osare. Per la location, in pieno centro, ben identificabile e in sintonia, come design, con i paesaggi spesso nello sfondo dei romanzi Ipeborea. Ma l’”osare boreale” sta soprattutto nell’evasione dall’ambito letterario per far vivere ai milanesi una vera e propria esperienza di viaggio. Quattro giorni ma intensi, come intensi saranno i sapori da assaggiare, domenica, e le sonorità del dj set con cui trascorrere il sabato sera.
L’inaugurazione del festival, mercoledì sera, è stata affidata allo scrittore entomologo svedese Fredrik Sjöberg (“L’arte di collezionare mosche”): dimostrando che “Nessun uomo è un’isola”, titolo dell’incontro, dialogherà con Paolo Nori. Non mancheranno altri momenti letterari, lo assicura Biancardi in persona, che segnala anche la lectio su “I grandi esploratori del Nord” della glaciologa e autrice norvegese Monica Kristensen, e un incontro per scoprire che “La Finlandia non è quel che sembra. La terza età secondo lo humour finlandese”.
Sempre all’insegna del “lasciarsi stupire”, l’editore di Iperborea invita tutti ad una incursione nel cinema sperimentale scandinavo per la serata di selezione di cortometraggi prevista per giovedì: pellicole tutte rigorosamente al femminile, a Milano anche grazie a NABA e ceCINEpas. Gli altri appuntamenti di cinema prevedono l’anteprima italiana del norvegese “Victoria”, da un romanzo di Knut Hamsun, e lo svedese “Miss Julie”, diretto da Liv Ullmann, con Colin Farrell.
Sicuro finalmente di convincere almeno una parte dei suoi concittadini che “gran parte della musica pop, e non, che crediamo americana o inglese, viene invece spesso dal nord Europa”, Biancardi snocciola i nomi degli ospiti che si esibiranno nel concerto tutto scandinavo.
Prima di gustare i cibi più strani con il Dottor Gourmeta, spizzicando salsiccia d’orso, aringhe putrefatte, bacche e licheni, con una birra al catrame di legno di faggio in mano, c’è tempo ancora per altre novità. Le più gustose, secondo Biancardi, perchè originali e interattive. L’editore si riferisce alla “Translation Slam”, venerdì alle 18, gara di traduzione live dallo svedese tra due gruppi di traduttori, ma soprattutto all’appuntamento che alle 19 di sabato vede Matteo Caccia e Federico Bernocchi raccontare “Il grande freddo”. Trattandosi di uno story show, a raccontare sarà in verità chiunque abbia avuto esperienze di vita legate al Nord Europa e voglia svelarne il lato meno prevedibile e immaginato, guardandolo da Milano.
“Il grande freddo”, come tutto il festival Boreali, piombano su una Milano che, non per merito di Expo, ma per pura curiosità intellettuale e sensoriale, guarda al Nord Europa con interesse “nettamente crescente”. Biancardi lo vede dai titoli e dai lettori, ogni giorno, ma anche dalla partecipazione e dall’atteggiamento dei cittadini che, tra le righe, mostrano la voglia di esplorare la cultura nordica ad ampio raggio. Desiderio reciproco, conferma Biancardi, per come vede entusiasti i suoi autori quando arrivano in Italia, “tra arte, moda e cibo”, ma anche per l’integrazione e l’apertura che si respira nelle non piccole comunità di nordici insediate a Milano. Svedesi e finlandesi, soprattutto, attivi tutto l’anno con iniziative aperte agli italiani: le più note – ”e qui si ricade negli stereotipi” – quelle dei mercatini natalizi.

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