LA SCOMMESSA ‘TRA LE RIGHE’

Schermata del 2016-05-09 19:21:07L’INTERVISTA  Due collane, alternando autori “collaudati” ad altri esordienti, costruendo titolo dopo titolo un catalogo selezionato e su cui il lettore dal palato fine può contare. Tralerighe si fa strada così, nel panorama editoriale milanese affollato ma mai sazio, come giovanissima casa editrice indipendente ben radicata in città. Milano, infatti, “oltre che la scenografia e l’anima di molte storie che raccontiamo, è il palcoscenico di debutto di tutti i nostri libri” spiega Daniele Ceccherini, uno dei fondatori.

Come si è creato/assemblato il vostro team? Come vi siete divisi i ruoli? La squadra attuale è il risultato di un lungo percorso costellato di incontri fortunati, di valutazioni azzeccate nella scelta dei collaboratori, ma anche di errori e successive correzioni, passaggi inevitabili per essere un team affiatato ed efficace. Tralerighe ha due soci fondatori con molti anni di editoria alle spalle in ruoli differenti. Angelo è nato come editor, è cresciuto in redazione, dove ha passato anni a scrivere o leggere e valutare scritti di altri. Daniele viene dalla stanza dei bottoni, dove si decidono gli assetti organizzativi e le strategie di produzione e di comunicazione. Ovviamente collaborano con noi redattori, traduttori, grafici, addetti stampa.

Quando è nata ufficialmente Tralerighe? Come casa editrice indipendente Tralerighe è giovanissima: ha pubblicato i suoi primi libri nell’autunno 2015. Ma il marchio nasce nel 2003 come service editoriale con l’obiettivo di offrire servizi e contenuti di qualità per l’editoria, le aziende e chiunque avesse bisogno di comunicare attraverso la parola scritta. Abbiamo collaborato con molti editori, grandi e piccoli. Nel tempo, le attività e gli ambiti tematici sono aumentati, e, insomma, a un certo punto ci siamo detti: facciamolo. Dopo aver lavorato per anni per fare uscire libri di altri, era giunto il momento di pubblicare “in proprio”.

Perché questo nome? “Tra le righe affiorano le realtà complesse, nascoste, autentiche. Tra le righe la lettura diventa scoperta, fuga dalla banalità, ricerca di senso e di sé”. Una dichiarazione impegnativa, direi ed é l’esergo inserito nel nostro sito.

Cosa proponete di nuovo/diverso nel panorama milanese già piuttosto affollato? Qualcuno dice che sia una delle cose piú avventate, aprire una casa editrice in questo periodo storico e ne siamo consapevoli, ma ci ostiniamo a pensare che non debba essere per forza così. Ci ostiniamo a credere che sia ancora possibile fare editoria di qualità, anche di intrattenimento ma non stupida, e – va detto, perché è il punto dolente dell’editoria oggi – che sia economicamente sostenibile, senza scaricare i costi sugli autori.
Cerchiamo di trasformare in vantaggio la nostra piccola dimensione puntando a un catalogo selezionato, sia con autori “collaudati” sia con esordienti di talento con cui puntiamo sempre a creare un rapporto di fiducia reciproca e di stretta collaborazione. Abbiamo una distribuzione mirata e cerchiamo di fare una promozione su misura per ogni titolo. Credo sia l’unico modo per i “Davide” come noi di spuntarla contro i “Golia” dell’editoria che sono sempre meno ma sempre più grossi.

Che titoli proponete? Al momento proponiamo due collane: una di narrativa italiana (Times), con noir, romanzi psicologici e anche raccolte di racconti, con una predilezione per le ambientazioni milanesi in omaggio alla nostra collocazione nel cuore del Ticinese, uno dei quartieri culturalmente più vivaci della città e ancora capace di conservare, malgrado la famosa movida, un anima’genuina e popolare. L’altra è una collana di saggistica (Calibri), orientata alla critica letteraria, ma dove parlare dei giganti della letteratura in tono quasi confidenziale.

Offrite anche servizi nel settore editoriale? Restano poi le altre attività che continuiamo a offrire come service editoriale: contenuti giornalistici per testate e siti web, copywriting, ghostwriting, servizi redazionali per editori (editing, impaginazione, correzione di bozze) e traduzioni.

Torniamo ai libri, i primi titoli?
Come narrativa:
– Bruno Perini, Le figlie del diavolo: incalzante e labirintico.
– Michele Di Palma, Il Dominus e altri racconti: ironico e disarmante.
– Monica Felisetti, Matrioska: analitico e sensuale.
– Roberto Peia, A rincorrere il vento: ribelle e solidale.
– Nicolò Mazza de’ Piccioli, Humor Vacui: lucido e poetico.
Per la saggistica:
– Camilla Barbesti, Una questione sognata. I racconti fantastici di Beppe Fenoglio: preciso e alternativo.
– Vittore Vezzoli, Dante, sesso ed eresie. Postille alla Commedia: rigoroso e irriverente.

Cosa avete in programma nei prossimi mesi a Milano?
Milano sarà il palcoscenico di debutto di tutti i nostri libri. La prima presentazione di ogni titolo viene organizzata, come un piccolo evento, in questa città, in luoghi rappresentativi della sua cultura come l’Auditorium, lo Spazio Tadini, le biblioteche comunali o alcune importanti librerie indipendenti. Per il futuro, vedremo: Milano è una città dalle mille risorse, occasioni e incroci di persone e di idee. Basta saperle cogliere.

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