ESCALATION DI SANGUE ALLA SCALA

assassinio-titoloSanti Ambrogio, La Scala, la bella facciata di via Malpighi dietro a cui abita una vedova capo loggionista delirante. Michele Daglas, omaggio onomatopeico all’attore, alter ego di Santi, figlio di gente bene. È una cittá scossa da un attacco violento che scoperchia il suo tempio della musica nei giorni del santo patrono e della fiera degli oh bej oh bej ma soprattutto della prima, la Milano che il trio Besola-Gallone-Ferrari racconta in una nuova serie sempre a sei mani ma pubblicata per Centauria. Il titolo di questo primo atto, investigativo, del protagonista inventato ad hoc, è”Assassinio alla Scala“.

Mentre i milanesi lo stanno apprezzando, il libri già prende quota in terra straniera, tra Spagna e altri Paesi europei mirando a lidi lontani perché un colpo così, alla Scala, non passa sotto silenzio. Anche se solo immaginato. “Solo” ma con grande classe da tre autori attivi anche autonomamente, e che assieme stanno già preparando un quarto capitolo della serie per Frilli Editore (dopo Operazione Madonnina, Operazione Rischiatutto e Il Colosso di Lodi) e vari racconti per noti editori.

Se le pagine stampate a loro nome aumentano, non perdono mai la loro originalità che li rende sfuggenti di fronte a ogni tentativo di classificazione. Chi li segue già nel filone Frilli, sotto le vesti di Santi Ambrogio li può apprezzare in modo differente conoscendone un lato meno scanzonato. Sangue e indagini appaiono più serie e, senza sacrificare la fantasia della trama, il trio per Centauria si approccia a cadaveri e indagini in modo più professionale. In Assassinio alla Scala inoltre, la presenza di 6 mani non si avverte per nulla, la narrazione scorre fluida come ci fosse un solo autore che ama presentarsi con tre nomi in copertina invece che con quel solo nome d’arte che ormai è poco originale avere.

Oltre alle affascinanti figure di Santi Ambrogio e di Michele Daglas, intriganti anche per il loro contrapporsi ideologico/sociale, nel libro di Riccardo Besola, Francesco Gallone e Andrea Ferrari c’è un consistente popolo di personaggi secondari che meriterebbero uno per uno un intero romanzo. Dalla vedova Mozart al violista Fuentes, una gamma di nomi che racconta la Milano anni 70. Rigorosamente anni 70, come sempre nei libri del trio che usa questo periodo per raccontare di rimbalzo, ma colpendo al centro, le debolezze dell’epoca attuale.

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