LAGO D’AUTORE, CON ZELBIOCULT

zelbiocult stemmaNato per “dare una ulteriore anima ad un paese molto dinamico di suo, per aggiungere qualcosa di culturale ad un programma estivo già vivace, tra un coro di alpini e una pizzoccherata”, il festival Zelbiocult si prepara per la sua nona edizione di “incontri d’autore”, dal 9 luglio al 28 agosto, tutti in stile “chiacchierata libera” con il curatore, Armando Besio. Responsabile delle pagine culturali milanesi de La Repubblica, con il ramo di famiglia materno che si intreccia con questo ramo del lago di Como, il giornalista ha creato e conduce il festival assieme ad un gruppo di amici, forte anche della ultradecennale esperienza de La Milanesiana, con cui tuttora collabora.

Zelbiocult è quanto di meno milanese si possa immaginare, però: niente frenesia – 9 date in 2 mesi – e organizzazione tra amici, poco social, per ora, con incontri che scommettono “sull’alchimia che si crea al momento“, spiega Besio stesso. Proprio come con la ultranovantenne scrittrice di gialli per Saliani Elda Lanza, la scorsa edizione: “ci siamo conosciuti pochi minuti prima, ma sembravamo amici da sempre”. Magie di una notte d’estate sul lago, forse, complice anche l’atmosfera che pochi paesini possono offrire come Zelbio: intima e allo stesso tempo vivace, con un pubblico in parte locale e in gran parte in arrivo ”da fuori”, perché Zelbiocult ha i suoi anche cultori nel comasco e nel milanese.

Ad ogni incontro minimo 100 persone, e se si parla di un libro, capita spesso che oltre la metà lo compri per sfogliarlo nelle sere estive che seguono, ripensando a quel ramo del Lago di Como. Quest’anno c’è il sito nuovo, ma per un Zelbiocult 2.0 vero e proprio è ancora presto. Besio non ha poi così fretta: “i limiti di questo festival sono anche i suoi pregi. Mi piace l’idea che ci siano e che anno dopo anno, riusciamo sempre ad aggiungere qualcosa”. Anche perché il festival è nato, e tuttora vive, solo grazie a “un gruppo molto ristretto di persone che fanno mille altre cose e qui fanno tutto gratis”.

Si avanza quindi inesorabili ma senza farsi venire il fiatone, su due binari: “caso e necessità”. Citando il libro del premio nobel per la medicina Jacques Monod (1965), Besio racconta infatti che la sintesi tra “il caso e la necessità” sono anche alla base del programma che ogni anno prepara di persona, “raccogliendo per mesi spunti e idee, che conservo in cartelline, per poi contattare i personaggi”. Gli ospiti, i personaggi appunto, sono selezionati “secondo il mio gusto personale, che è eclettico”, con un occhio alle “necessità” legate al budget e al periodo estivo, in cui non tutti sono disposti, o disponibili, a raggiungere Zelbio.

Altre novità di quest’anno, oltre alla nuova veste del sito, sono due collaborazioni che si materializzano in altrettanti appuntamenti. Quella con il Festival di Bellagio e del Lago di Como porta a Zelbio l’Orchestra milanese “I Pomeriggi musicali” per un concerto, il 22 luglio. L’altra nuova amica di Zelbiocult, invece, è la Biblioteca di Como che il 9 luglio nell’ambito del progetto “Popoli-Amo – la biblioteca degli incontri” apre il ciclo di incontri con lo scrittore di origini siriane, nato e cresciuti nell’hinterland milanese, Shady Hamadi. “Una storia interessante e attuale” la sua, secondo Besio che lo accoglie sul lago per presentare il suo recente libro “Esilio dalla Siria” e il precedente “La felicità araba” entrambi pubblicati con ADD Editore.

Giacomo Porretti, “quello di Aldo, Giovanni e Giacomo”, ma anche scrittore, appassionato di arte, padre e con un particolare rapporto con la religione, sarà protagonista di una serata “leggera, in cui tirare fuori il lato meno noto di un personaggio famoso, in un chiacchierata seria ma anche allegra”, il 15 luglio.

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Immancabile, l’incontro sull’arte, “la mia materia”, precisa Besio, e dopo nomi come Vittorio Sgarbi, Philippe Daverio e Flavio Caroli, quest’anno a calendario il 23 luglio c’è quello del nuovo direttore generale della Pinacoteca milanese e della Biblioteca Nazionale Braidense: James Bradburne. “E’ uno dei 20 direttori manager della riforma, che appena arrivato a Brera, la sta rivoluzionando. È un personaggio scenico, sa stare sul palco”: anche per questa serata, ci sono buone prospettive.

Nell’anno delle Olimpiadi, oltre che degli Europei, lo sport non può mancare, ma “a Zelbio siamo tutti appassionati di tennis”, quindi le partite interessanti, sono quelle della Coppa Davis. Dario Cresto-Dina racconta quella del 1976, a Santiago del Cile, nel suo “Sei chiodi storti” (66th2and): una coppa vinta ma molto discussa, perché ospitata in un paese ai tempi ancora sotto la dittatura di Pinochet. Il racconto dell’ospite, vicedirettore de La Repubblica oltre che appassionato di sport, rimbalza tra sport, società e politica: il 5 agosto colpirà anche chi di “net” e di “set” non sa niente.

In pieno agosto, arriva “per caso e necessità”, la popolare attrice della soap “Centovetrine” Marianna De Micheli, con la sua storia curiosa: “lo scorso anno, finito di girare, è partita per un giro d’Italia in barca a vela, da sola, con il suo gatto”. Il suo blog “Centoboline” on line sul sito de La Stampa è diventato libro con Nutrimenti Edizioni e lo presenterà il 13 agosto sconfinando anche in Thailandia, dove è stata sfiorata dallo tsunami, vedendone e oggi testimoniandone quelle conseguenze anche emerse poco, finora.

Da Napoli, e da Chiarelettere, arriva a Zelbiocult l’autobiografia di “un bambino delinquente che ha fatto tutta la carriera criminale, poi è stato arrestato, è scappato in Spagna, poi catturato e chiuso a Rebibbia dove grazie a un corso di teatro, è diventato attore”. Il nome di Salvatore Striano compare nel cast di “Gomorra”, di Matteo Garrone, e di “Cesare deve morire”, dei Fratelli Taviano, e adesso sul suo libro “La tempesta di Sasà”: è l’ospite del 20 agosto.

Prima del “classico concerto finale”, di arpa celtica con Arianna Mornico, fissato il 28, il 27 agosto arriva il premio Campiello 2015 Marco Balzano. Caso, quello di cui Besio parlava, o ironia della sorte, il suo romanzo si intitola proprio “L’ultimo arrivato“. Edito dalla palermitana Sellerio, questo libro è ambientato tutto a Milano e racconta “una storia attuale, senza essere retorico” spiega Besio che ha voluto questo ospite e questo romanzo anche per le escursioni architettoniche in una Baranzate di Bollate che “conoscevo ma solo per la Chiesa di Vetro”.

Con Balzano si chiude il festival, iniziato con Hamadi, e anche il cerchio, all’insegna di chi parte da altrove e arriva a Milano e dintorni. Dalla Siria, oggi, come racconta il giovane autore del primo incontro. Dal Sud, anni fa, come l’insegnante d’italiano di una scuola di Bollatene scrive ne”L’ultimo arrivato” dopo aver raccolto le voci di chi è stato “un ultimo arrivato” negli anni cinquanta. Chi arriverà a Zelbio, per gli incontri di questa nona edizione del festival, in piazza della Rimembranza alle 21, può contare sull’ingresso libero, senza timore di restare a digiuno o per strada: in paese e nei dintorni non mancano opportunità per usufruire di “vitto e alloggio”.

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