UN’ALTRA AMERICA, UN’ALTRA ITALIA

unaltramerica-cover“Lassa pur ch’el mond el disa | ma Milan l’è un gran Milan”: a contraddire questo noto verso di Giovanni D’Anzi è arrivato Alberto Giuffré che, raccontando di tutt’altra terra, mostra come Milano non è così unica come molti suoi abitanti ed estimatori ritengono. In “Un’altra America”, pubblicato da Marsilio, l’autore descrive una Milano completamente diversa e da scoprire, diversa innanzitutto perché si trova negli Stati Uniti d’America, in Ohio, ma anche per molte altre ragioni. L’obiettivo di Giuffrè non era solo il capoluogo lombardo, perché, viaggiando nel continente, ha fatto tappa anche in altre città omonime di altrettanto celebri città italiane, a partire dalla capitale, Rome, ritrovandola in Georgia, e poi Venice, in California, una Pàlermo al nord, in North Dakota, infatti, senza tralasciare le gemelle oltreoceano di Florence, in Alabama, di Genòa, in Nevada, di Naples, in Florida, e perfino di Verona in New Jersey.Con un occhio attento da giornalista, un orecchio da appassionato di musica, ma soprattutto con una “open mind” da viaggiatore curioso, Giuffrè è riuscito nell’ardua impresa di mostrare una america altra, diversa dalle tante altre versioni che già in molti hanno voluto raccontare, elogiare, criticare o condannare. Senza esprimere giudizi se non su quanto ha vissuto, con la sua penna agile e lo sguardo benevolmente ironico e indagatore quel tanto da non infastidire i suoi interlocutori, l’autore ci fa scoprire il petrolio a Pàlermo, per poi andare a Venice e non trovare nessun canale da navigare ma molta innovazione, tipica della Silicon Valley.

E a Milano? Nessuno capirebbe cosa mai la città che porta questo nome in Ohio dovrebbe in comune con “la nostra Milano” e non è neanche forse lo scorpirlo, lo scopo della tappa in cui Giuffrè invece che la cotoletta, si vede servito un buon hamburger. Con il “gioco” dell’omonimia, si era già preparato l’itinerario a tavolino e una volta arrivato in America è riuscito a viverla trasversalmente mentre si preparava alle elezioni ormai prossime per chi legge ora il suo libro. Oppure già passate, chissà.

“Un’altra America” resta quindi una serie di istantanee originali con cui trascorrere momenti rilassanti, vagando con la mente altrove, via dall’Italia ma con l’Italia nel cuore. Al di là dei nomi, resta poi il pensiero che, ovunque si va, il mondo è fatto di persone, milanesi, di nascita o di adozione, o di milanesi d’America, o di chi non sapeva neanche che ci soffe un’altra Milano al di là dell’Atlantico. Ma a raccontarlo c’è “Un’altra America”.

Consigliato, il sito ufficiale dedicato al libro, con video e contributi adatti ai curiosi che non possono imbarcarsi subito alla ricerca di un’altra Italia al di là dell’oceano.

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