RACCONTARE LA MONACA DI MONZA

monaca-di-monzaC’è quella costretta in un convento in cui è rimasta anche oltre il dovuto, e quella ribelle e romantica: la Monaca di Monza è un personaggio che riserva sorprese ad ogni pagina del libro a lei dedicato, scritto da Lorenza Tonani e da Simona Bartolena. Pubblicato da Bellavite Editore, oggi è la trama della mostra che fino al 19 febbraio è visitabile a due passi dalla Villa Reale. Quella di Monza, ovviamente, città a cui questa figura femminile è legata a doppio filo anche per la notorietà assunta grazie all’opera di Manzoni: I promessi sposi.

Tonani svela un donna, Marianna de Leyva, ricostruendone vita e vicende attraverso i documenti da cui si apprende come sia finita controvoglia in un convento, essendo privilegiata in una “prigione” monacale, per poi accettare di restarci volontariamente anche dopo aver ricevuto la grazia del cardinale Borromeo.

Ribelle e grintosa, accesa da un romanticismo raro, è invece la Monaca di Monza disegnata dai pittori dell’Ottocento e che nel libro viene messa in luce da Bartolena. Già protagonista di versioni cinematografiche e letterarie della sua triste storia, questa donna ritrova una propria identità grazie a queste due voci quasi opposte che intrecciandosi ne sanno dare una bilanciata descrizione.

Ne solo “oppressa”, ne solo grande peccatrice: donna.

La mostra ospitata dal Serrone della Villa Reale di Monza (in viale Brianza 2), promossa dal Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e ideata, prodotta e organizzata da ViDi, sviluppa il tema della vita di Marianna ispirandosi alle ricerche fatte da Lorenza Tonani un paio di anni fa immergendosi in carte, atti processuali e lettere sulla vicenda di suor Virginia Maria nel conservate nel Castello Sforzesco di Milano.

La storica dell’arte Simona Bartolena ha affiancato alle parole, le immagini che pittori dell’Ottocento noti e meno noti hanno lasciato di questa figura. Non mancano i capolavori, come le originalità rare da vedere, ma soprattutto è necessario aprire gli occhi per cogliere ciò che il libro e la mostra nel loro insieme vogliono trasmettere a chi la Monaca di Monza la lega solo ai Promessi Sposi e alle lezioni di letteratura semi-ascoltate anni fa.

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