DALLA 3/a D A NOI 2

chiabrando.JPGTimida e sulle sue, docile e studiosa, “zitta-zitta” Bianca Chiabrando a furia di osservare un po’ in disparte i suoi compagni delle medie, li ha fatti diventare i protagonisti di una storia a fumetti così avvincente che non si sono affatto offesi. Anzi, l’hanno letta e rilette come molto probabilmente leggeranno la seconda opera della loro coetanea: “A noi due Prof”.

Pubblicato da Mondadori, questo libro come il precedente, intitolato “Il caso 3/a D”, è la versione della vita di classe vista con gli occhi di chi varca la porta delle aule scolastiche ogni giorno e si siede tra i banchi, mai in cattedra.

Il nuovo libro segue l’autrice milanese che dalle scuola medie è passata al liceo, raccontando come la “primina” Olivia si trovi di fronte Piero Pattume, un terribile professore che sbandierando le sue 25 regole riesce a impaurire e torturare tutta la classe.

La protagonista assieme ai suoi compagni di classe riuscirà a trovare una soluzione non violenta e del tutto legale per rendere la vita quotidiana in aula meno da incubo. Chi non ha mai letto Chiabrando, rimarrà sorpreso da come questa giovane autrice sa cogliere caratteri e ruoli in modo acuto, tenendosi lontano dalle classiche “gag scolastiche” come dalle fantasticherie che spesso vengono proposte da chi non è tutti i giorni “zaino in spalla” e gomiti sul banco.

Chi ha già letto, invece, “Il caso 3/a D”, ritroverà lo stile scanzonato ma pungente di Bianca e potrà annuire davanti alla sua crescente disinvoltura nel narrare che non smette di stupire. Nel suo esordio a fumetti i protagonisti, come accennato, erano cinque ragazzi ormai suoi ex compagni delle medie.

Già gli appellativi con cui li introduce ai lettori fanno prospettare un divertimento garantito. ‘Il soggetto Gabriel Gomma’, ‘il soggetto non umano Zarino’, ‘il soggetto singolare Cipolla’, ‘il soggetto Massimo Mazzolino’ e il ‘soggetto Franco Frangia’.

Assieme a professori e altri figuranti, mettono in scena tranci di vita di adolescenti che e ben rendono l’idea di cosa vive un 13enne che abita a Milano. In contrasto, spesso, con la descrizione che emerge da dati e statistiche di chi guarda i numeri ma non i visi dei tanti giovani cittadini che lo sfiorano in metro.

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