PIAZZA NAPOLI, SEGRETO DI MILANO

il-segreto-di-piazza-napoliTerminata la sua pena, dopo oltre due anni in carico ai servizi sociali a Milano, Fabio Ognissanti trova la sua morte mentre, da poco rientrato a Mondondone, paesino dell’Oltrepò Pavese. Il suo corpo sbuca nella vecchia stalla in disuso, dove era stato abbandonato al cessare di un’improvvisa tempesta di febbraio. A strangolarlo è stato un folle che, mentre le indagini si avviano, prosegue nella sua foga di uccidere con freddezza, non solo dovuta al clima del mese in corso.

Altrettanto freddo deve essere il sangue di chi si prende il compito di chiarire le circostanze ma soprattutto le ragioni della morte di Ognissanti, una morte che ha tutte le carte per essere considerata una sorta di rito sanguinario compiuto senza pietà. Chi si prende il compito, il protagonista del nuovo giallo di Gino Marchitelli, “Il segreto di piazza Napoli”, non può limitarsi a fare domande e analizzare gli ambienti attorno al cadavere, dovrà spingersi fino a Milano, e sudare, anche se è febbraio, per “lavare il marciume” di quella che è generoso definire “una brutta storia”. Questo “chi” si chiama Salvatore Maraldo, ma lo si può soprannominare Totò anche dopo poche pagine, anche se si è di fronte, da lettori, ad un ex brigadiere dei carabinieri. Finalmente in pensione, si trova ad essere coinvolto in questo delitto dalla nonna della vittima, Clara, convinta che non sia un caso che il nipote Fabio non sia più vivo. L’anziana, tutt’altro che smemorata, ha collegato subito tale violenza con un episodio di stupro in cui il giovane era stato testimone.

Un caso marcio come quello che Totò si trova a dover risolvere, un caso che aveva come vittima una sedicenne molto amica di Fabio e che costringe il protagonista a fare la spola tra il paesino dove si è consumato il delitto e la grande metropoli. Milano, è la scenografia del romanzo pubblicato da Fratelli Frilli Editori, con la sua piazza Napoli. Nello specifico, l’ex carabiniere va in cerca di indizi in un appartamento-covo situato in questa zona accompagnato dal pensiero di Clara che, unica parente rimasta dalla vittima, ha una grande determinazione nel voler risolvere il mistero dell’assassinio di quel nipote che si era preparata ad accogliere a fine pena.

Determinata, ma forse non del tutto consapevole, per lo meno all’inizio, che le indagini avrebbero messo in luce una storia ben più complessa dello strangolamento attuato da un folle. Il segreto di piazza Napoli è una storia abilmente scritta, da Marchitelli, e altrettanto abilmente manovrata e condizionata da giochi di potere e denaro.

Dopo la morte di un giovane pressoché sconosciuto, spuntano nomi noti della politica e dell’alta borghesia milanese, nomi di persone che non hanno avuto e non hanno scrupoli nell’eliminare chi è scomodo. Rende bene il loro agire spietato, l’autore che per per Fratelli Frilli Editori ha già pubblicato “Milano non ha memoria” e “Sangue nel Redefossi”.

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