COSA AVEVA IN TESTA LEONARDO?

cervello-leonardo“Ritratto non ortodosso del più grande genio della storia”, si presenta così l’ennesimo libro che tese le lodi di Leonardo. Se non fosse per quel “non” davanti ad “ortodosso, non si degnerebbe di uno sguardo questo volume edito da Sironi, e sarebbe come negarsi una nuova prospettiva su quello che è un personaggio certamente noto. Leonard Shlain, è riuscito a trovare la chiave per realizzare un ritratto che ne coglie lati ancora rimasti taciuti, lo ha potuto fare solo grazie al suo coraggio, e alle sue conoscenze di chirurgo quale è, oltre che autore di altri saggi di successo.

Appassionato e appassionante divulgatore, Shlain con “Il cervello di Leonardo”, regala ai fan e agli indifferenti di Leonardo l’opportunità di realizzare con lui una vera e propria indagine, entrando nella testa del genio e osservando freddamente, come solo un chirurgo come lui saprebbe fare, come “funzionava” la sua prodigiosa mente.Ne esce un testo per nulla criptico, anzi dal tono audace e forse proprio per questo affascinante. Shlain è capace di sintesi ma anche di passione e in un volume che non si può certo definire “un mattone” ha unito dati, teorie e conoscenze necessarie per parlare di Leonardo, pescando con intelligenza nelle più disparate discipline di cui Leonardo si è occupato.

Non è stato certo semplice scegliere cosa vale la pena di raccontare, di tutto ciò che Leonardo ha studiato e scoperto, ma l’obiettivo dell’autore non era quello di mettere per iscritto per l’ennesima volta quanto è stato bravo il nostro concittadino. La dissezione del cervello di Leonardo, realizzata armato solo di penna, è guidata dalla incontenibile voglia di questo chirurgo divulgatore di dare spazio alle proprie affascinanti ipotesi sulle potenzialità della mente, se non sull’evoluzione della specie umana.

Leonardo, incarnazione dell’Uomo rinascimentale, pittore, inventore, ingegnere, scienziato, è l’unico che ha potuto permettere a Shlain di sentirsi libero di “saltare di palo in frasca” andando a toccare ambiti che nulla anno in comune l’uno con l’altro. Tranne il fatto di essere stati esplorati da Leonardo.

Le incursioni vivaci e mai riservate agli addetti ai lavori, nella storia, come anche nelle neuroscienze e nella psicologia, nella pittura e nella medicina, sono alternate con una formula che dà come risultato un testo entusiasmante. A mettere in chiaro che non si tratta di un fantasy o di pensieri campati in aria ci sono tra le pagine costanti riferimenti agli appunti e alle testimonianze dei suoi contemporanei, citazioni dei più recenti studi sulla specializzazione dei due emisferi cerebrali e un inserto a colori della opere leonardesche che non ci si stanca mai di ammirare. .

Prendendo a braccetto Leonardo, per esplorare i processi creativi e cognitivi che riguardano anche chi meno genio di lui si sente, Shlain ha concluso il manoscritto di Leonardo’s brain pochi giorni prima di morire, nel maggio del 2009. A curarne la pubblicazione, come si legge anche nei ringraziamenti, sono stati i suoi figli, la storia dell’autore è anche on line nel sito leonardshlain.com.

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