COCCINELLE IMPAVIDE

coccinelle-corbettaImmortalare momenti che non torneranno mai più. Lo fa la fotografia, lo fa anche la scrittura, lo fa il libro di Stefano Corbetta, “Le coccinelle non hanno paura” in cui questo, anche musicista Jazz, racconta di fotografia scrivendo.

Il protagonista di questa storia, pubblicata da Morellini Editore, è una persona che non ha ancora molto da immortalare davanti a sé, e nemmeno molto da vivere, per questo ogni suo momento assume un valore particolare. Sia per lui, sia per chi lo vive con lui, nella parentesi del romanzo, sia per chi ne legge con trasporto sfogliando il volume appena pubblicato.Teo, così si chiama, ha poche settimane di vita, non ha tanto tempo da vivere ma ha chi vive al suo fianco. Luca, prima di tutti gli altri, amico ed esperto di jazz proprio come l’autore che ha suonato in numerosi Festival in Italia e in Europa, anche se oggi lavora come Interior designer.

C’è anche Elena, vicino a Teo: è la sua compagna ed è incinta. Corbetta riesce a presentarla senza cadere nella tragedia ma ben dosando il tono cupo e la forza di questo personaggio tenace. Un’altra donna spunta nel libro, decisamente luminosa, ma non c’è nessun triangolo amoroso nella vita di Teo.

Si tratta della psicologa che lo affianca, nella vita quotidiana sempre più complessa, e anche in un viaggio nel passato che ha come biglietti un dattiloscritto e una vecchia fotografia in bianco e nero. La meta non è una città ma un uomo e il mistero che porta con sé, da svelare prima che sia troppo tardi.

Non ci si deve aspettare una impresa epica, però, perché quello di Corbetta è un romanzo che unisce con dolcezza e lucidità tanti piccoli momenti come quelli che costellano la vita di ciascuno. Nulla di più, nulla di meno, se non fosse che Teo non ha ancora molto da vivere e vedere, e nemmeno nulla da leggere.

Questo timer puntato permette a lui e ai lettori di vedere la realtà con un filtro fotografico diverso, che rende le luci più luminose e il buio, più cupo che mai, l’amore più amore, l’amicizia, più difficile ma anche più profonda. Tutto compare nelle pagine di Corbetta e negli scatti di Nikon di Teo, per restare impresso in chi legge come “Le coccinelle non hanno paura”.

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