L’AZZARDO DELL’ANIMALE NOTTURNO

animale-notturno-coverDiventare ricco, diventarlo il più velocemente possibile, non per forza lecitamente, partendo dal sentirsi ricco e comportarsi da tale, anche se non lo si è. E’ così che Vittorio, protagonista del romanzo di Andrea PivaL’animale notturno”, entra a far parte del lato buio della città. Una grande Roma, ma che potrebbe essere anche Milano, affollata di esseri mediocri ma che fanno “gli splendidi”, di giovani corpi, e menti, perse nella cocaina, di coppie di servi e padroni che si feriscono a vicenda con le stesse armi della disperazione velata dall’ipocrisia.Tra gli illusi, di diventare ricchi, di essere pronti alla svolta, c’è anche questo sceneggiatore calabrese, arrivato nella capitale a trent’anni pronto per sfondare, ritrovandosi invece senza lavoro dopo aver tirato un pugno al regista con cui lavorava. L’animale notturno spunta quando, in cerca di soldi, Vittorio si aggira per le vie, orgoglioso e con sguardo rapace, pronto ad afferrare con cinismo le occasioni che lo possono rendere ricco come già fa in modo di apparire.

Il romanzo di Piva, pubblicato da Giunti, è una di quelle commedie “disumane” che seguendo un protagonista sono in grado di esplorare un Paese nel momento stesso in cui i lettori sfogliano le pagine e vivono le cronache che li riguardano. La svolta crudele, ma che per Vittorio suona come promessa di denaro sonante, arriva con l’incontro tra lui e un anziano senatore.

Il primo non vede il futuro che ha davanti, il secondo ha troppo passato alle spalle che non ha voglia di guardare. Si trovano a formare un tandem “mostruoso” nel gioco d’azzardo, attività a cui l’ultraottantenne riesce finalmente a dedicarsi sfuggendo il controllo della figlia, settore in cui ”L’animale notturno” trova una realizzazione.

Assetato di soldi come di imparare e di riuscire, Vittorio diventa un esperto di matematica e di statistica, accecato da una ossessione che lo isola sempre di più allontanandolo dalla realtà. Fino a quando, L’animale notturno troverà la sua propria traiettoria, non per forza verso la libertà, anzi, coerente con il percorso che, assieme al senatore, ha compiuto fino al momento di separarsene.

Piva è sceneggiatore come il protagonista, leggendo a ritroso la sua biografia si trova il film “Lacapagira”, un esordio da sceneggiatore, appunto, che ha ambientato in una sala giochi del Paese.

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