“BONJOUR” ANCHE DA MILANO

bonjour blog Nizzardo cover.JPGQuattro donne protagoniste del libro di Valentina Nizardo, “ognuna rispecchia dei miei modi di essere. Le paure, le insicurezze, le debolezze, ma anche il coraggio, la costanza, la consapevolezza che a volte arriva come un fulmine a ciel sereno. La gioia impagabile di quegli attimi fatati in cui ti accorgi che tutto è perfetto così come è, anche se lontano dalla perfezione che hai sempre voluto”. Pubblicata da Bookabook, Nizardo racconta il suo “Bonjour” mentre oggi, voltando pagina, sta lavorando a nuovi progetti editoriali e non.

Prima di Bonjour hai scritto altro?
Ho scritto parecchio altro! Avevo un blog, che non aggiorno più da tempo, e ho scritto una serie di “manuali da borsetta per adolescenti”. Sono romanzi fatti di un susseguirsi di istantanee di vita. Alcuni dei primi sono ancora in vendita come ebook, ma solo il primo l’ho rieditato e sistemato, gli altri sono ancora per così dire “grezzi”.

Perché questo titolo? 
Perché, come scrivo nell’introduzione, “un bonjour detto appena svegli ti cambia, radiosamente, la giornata”

Come mai Bookabook?
Perché è una casa editrice innovativa, diversa da quelle a pagamento, ma che comunque dà voce agli esordienti. Ricordo esattamente quando a gennaio dell’anno scorso ero in Messico in uno dei miei viaggi invernali che mi riempiono il cuore svuotandomi le già semivuote tasche, e ho ricevuto la mail che mi diceva che il mio libro era stato accettato: ero euforica!! Dopo “soli” 3 mesi di campagna e dopo un lungo lavoro di editing, finalmente il mio sogno è diventato realtà. Stringere il mio Bonjour tra le mani, toccarlo, è stata una emozione indicibile, mi sono venuti i brividi. E mi vengono tuttora, ripensandoci

Quattro donne, come hai scelto le città di provenienza? I caratteri e le loro storie sono ad esse legati?
La scelta delle città è stata dettata dal posto in cui vivo e dai luoghi che ho più o meno frequentato: Genova per tante feste anni 60, Milano perché ci vivo, Gorgonzola perché ci sono cresciuta, York perché mi piace da morire e Cardiff perché ha un’università da cui più volte sono stata attratta. I caratteri delle quattro donne rispecchiano non tanto le loro città, ma lati di me che forse in quelle città ho trovato (o perso).

Scegliendo protagoniste donne, non temi di essere letta quasi solo da lettrici femmine?
È sicuramente un libro femminile, ma non solo per donne. Me lo confermano le parole con cui i lettori, anche uomini, scrivono su Amazon recensendo Bonjour.

Stai scrivendo un altro romanzo?
Sto scrivendo dei racconti, molto diversi da quelli di cui è composto Bonjour, proprio perché diversa sono io. Non ho più la necessità di insegnarmi a superare le mie paure come le quattro protagoniste. Inoltre sono sempre alle prese con il mio cavallo di battaglia, ancora in cerca di editore e su cui lavoro da anni: Greta Bonfante, un romanzo più noir che rosa, ambientato nella Milano da bere.

Bonjour potrebbe diventare una “serie”?
Sì, ci avevo pensato. Avevo già scritto alcuni stralci per dei racconti successivi e stavo pensando che alcune parti dei manualetti potrebbero essere riprese in mano e riviste come prequel! Tra l’altro la protagonista di Dormiveglia si chiama proprio Agata…

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