IO CI STO FRA I MIGRANTI

IO CI STO FRA I MIGRANTINon solo “io ci sto fra i migranti” ma ne racconto anche, in un libro, dando voce a tante voci e a tanti volti che voci non ne hanno, oppure ne hanno ma con una lingua differente da quella del Paese in cui si trovano. Ad oggi, l’Italia.

A fare tutto ciò è stato il giornalista freelance Rosario Sardella, che dopo aver partecipato quasi un mese ad un’esperienza di volontariato in un campo nelle campagne della Capitanata, in provincia di Foggia, ha creato prima un documentario per la trasmissione “Siamo Noi” di tv2000, e poi questo libro.

Io ci sto fra i migranti” non è un caso che sia pubblicato da Istos, fra i coordinatori editoriali infatti c’è anche Carlo Scorrano che è un volontario del campo in cui tutti i lettori si trovano a vivere almeno per il tempo di questa breve lettura. La speranza è che la sensazione “di stare fra” duri di più, non si estingua, anzi, spinga tutti ad approfondire ciò che accade a chi migra e arriva in Italia, trovandosi quasi automaticamente, una volta abbattute le distanze geografiche, a dover abbattere muri e pregiudizi intangibili ma robusti.

Il libro curato da Sardella, con stile pulito e senza fare la morale a nessuno, illustra cosa avviene nel campo, chi si incontra, con chi si condividono le ore e le esperienze. Lo sguardo di chi narra è giovane e fresco, curioso ma anche intriso di cultura “tutta italiana” seppur aperta e accogliente. Altrimenti non si troverebbe nel campo.

Questi punti di vista, raccolti e raccontati, permettono di vestire i panni di chi mette piede nel nostro Paese e deve imparare la lingua italiana, i diritti e doveri che ha, cosa chiedono le istituzioni e come funzionano. Affianco ci sono anche attività più leggere, grazie ai volontari: giochi ed attività educative per i minori, la ciclofficina per le così importanti biciclette.

Leggere le vicende del campo, alle soglie dell’estate, fa spuntare l’idea di annullare le vacanze prenotate e trascorrerle lì per vivere sulla propria pelle le emozioni che trapelano dalle pagine di Istos.

Parlare di schiavitù, oggi, non è esagerato, se si legge “Io ci sto fra i migranti”, anzi, è agghiacciante leggere come tutto succede e tutti sappiano, e tutti voltino pagina, senza stare “fra” ma contro o lontano.

Di Marta Abbà

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