MARTINO STERIO, COSI’ ANCHE GLI ADULTI SOGNANO

martino sterioPartendo dai geniali neologismi di Lewis Carroll, giocando con le parole come fossero mattoncini LEGO, trascinato nel mondo della fantasia da un grande ed antico amore per le favole, anche se cupe e crude, Giulio Xhaet ha scritto il suo primo romanzo.

Dopo un libro sulle professioni digitali e tanti progetti in fieri, arriva un libro che spazia nella fantasia, nei sogni, negli incubi, “I sogni di Martino Sterio”, si intitola, e seppur inserito nella collana “Young Adult” di Mondadori Electa, è in grado di catturare l’attenzione di tutti i lettori. Di ogni età e genere, purché concedano a sé stessi di sognare e di lasciarsi condurre dalle oscure trame che le parole, se ben “incastrate”, nascondono.

Questo è il suo primo romanzo?

Sì, I Sogni di Martino Sterio è il mio primo romanzo. Ho iniziato con brevi racconti, spesso poi diventati testi di canzoni. Fino a 29 anni infatti militavo come musicista in una rock band. Ho anche pubblicato per Hoepli due testi di saggistica sulle nuove professioni digitali, che hanno caratterizzato la mia vita professionale. A dirla tutta il cassetto è pieno di testi di vario genere: il mio problema è sempre stato l’ordine e la costanza. Dare vita alle idee mi riesce in modo abbastanza naturale, la difficoltà è portarne una alla piena maturazione!

Come e quando è nata l’idea di questo libro e come nel tempo l’ha elaborata?

Le idee solitamente nascono attorno a una parola che mi affascina, un gioco di parole o un neologismo. Mi piace smontare e ricombinare le parole, come un bambino con i Lego. Anzi, penso che la scatola di Lego più straordinaria che esista sia il vocabolario. Le parole contengono storie incredibili e, smanettandoci, si ottiene un potere pazzesco, quello di risvegliare forme e significati dormienti. Nel caso di questo libro, sono partito dai neologismi di Lewis Carroll e ho iniziato a elaborarne di miei: la “Rioccasione”, il “Finzionario”, “il Maelstrom del Mainstream” e “I Ladri della Corrente”.

Perché proprio Alice?

In quel periodo stavo leggendo una biografia di Carroll. La sua vita è piena di enigmi su cui molto si studiosi si interrogano da decenni. Chi era davvero? Come è possibile che un austero moralista, un matematico bigotto, abbia creato uno dei libri più anticonformisti della letteratura mondiale, una favola per bambini PRIVA di qualsiasi morale? Questo è stato l’avvio, il mio “e se…” che ha portato allo sviluppo della trama.

Che rapporto hai con questa favola e con le favole?

Mi hanno sempre affascinato, dai grandi classici come Andersen i fratelli Grimm alle escursioni praticamente horror di Hoffmann. Le fiabe più interessanti, sotto una superficie di innocenza, sono crude e cupe. Un esempio recente: Harry Potter. Un momento topico sia nei libri che nelle trasposizioni cinematografiche, è la fiaba de I Doni della Morte: un piccolo racconto horror.

Il tuo non è solo un libro ma si può definire un progetto narrativo. Esploriamo gli aspetti “fuori dalla copertina”. L’infografica, ad esempio: di cosa si tratta?

E’ un esperimento inedito: l’idea è sfruttare questo elemento di comunicazione attuale per esplorare e approfondire alcuni temi del romanzo, anche con elementi che nel libro non si trovano. Ad esempio: nel romanzo l’unico personaggio ad essere descritto attraverso i 7 vizi capitali è Martino, il protagonista. Nell’infografica invece vengono descritti tutti i personaggi principali, ciascuno con i propri vizi. L’infografica serve anche a riordinare molti spunti e idee, a “unire i puntini” giocando con mappe grafiche: i luoghi della veglia e i luoghi dei sogni, per citarne un paio. Abbiamo inserito un “tutorial” su come fare sogni lucidi, che non ha trovato spazio nel romanzo per motivi di narrazione, ma che trattano un tema centrale per il mondo di Martino.

Martino Sterio sui social?

Abbiamo lanciato una campagna #MartinoSogna, per coinvolgere lettori di diverse età, vedendo che i teenager usano online dei codici di comunicazione completamente diversi dalle altre fasce d’età. Il che è normale. E aggiungerei: giusto, bello, affascinante.
Dalla presentazione sembra un romanzo young adult ma è godibilissimo da lettori di ogni età, anzi. Al di là delle “operazioni di marketing”, a chi consiglieresti il tuo libro?
A coloro che amano i personaggi insicuri e ansiosi che faticano a trovare un posto nel mondo. A coloro che amano gli enigmi, i codici, la suspence e i thriller. A coloro che amano le fiabe. Non scrivo fiabe per adulti perché tutte le fiabe sono (anche) per adulti.

Che feedback stai ricevendo dai suoi lettori?

Sono rimasto colpito: sto ricevendo critiche entusiaste. Sia da lettori che da autori e “addetti ai lavori”. Ne sono felice. Tanto.

Sta lavorando ad un altro progetto?

Il cassetto è pieno, anzi straborda! Il mio sogno è quello di terminare al più presto una trilogia che vede protagonisti gruppi di ragazzi alle prese con social network di nuova generazione. Un mix tra Arancia Meccanica e le storie alla Philip K. Dick. Ho scritto già diversi capitoli, è un progetto più complesso di Martino, a livello di costruzione letteraria: coesistono diversi protagonisti e diversi punti di vista. Ed è per questo che mi affascina!

di Marta Abbà

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