CONFESSIONI BALLANDO IL LISCIO

confessioni ballerino liscio“Avevo da tempo in testa un romanzo ambientato in una balera e il Polesine poteva esserne la casa perché, oltre alla bellezza, aveva dei dolori dentro”. Così Paola Cereda, brianzola adottata dalla città di Torino, racconta la genesi del suo nuovo romanzo Confessioni audaci di un ballerino di liscio (Baldini & Castoldi).

Al centro c’è Frank, il ballerino, appunto, ma attorno a lui “ballano” molte vite ed un territorio a cui l’autrice, seppur non nativa del luogo, sa dare voce in modo autentico, incisivo e delicato. Sarà che “nel paese in cui sono nata, in Brianza, c’è un quartiere chiamato “villaggio Rovigo” che ha accolto gli sfollati di quel tragico evento”, l’alluvione del 1951, che ha lasciato una ferita profonda nel territorio e nella gente, ma non è l’unico ad aver segnato chi vive in Polesine.

Cosa ti ha spinto ad ambientare il tuo romanzo in questa zona? Lo conoscevi già o come lo hai conosciuto?

Nel 2014 quando ho presentato in Polesine il romanzo “Se chiedi al vento di restare”, l’organizzatore mi ha portata nel delta per un breve giro turistico e il paesaggio mi ha affascinata. Tornata a Torino, ho iniziato a studiare la storia del luogo e a fare delle ricerche. Durante le vacanze di Natale del 2015 sono tornata nel Polesine per un viaggio da Bergantino arrivava fino a Pila, seguendo il Po, e in ogni tappa c’era qualcuno che mi aspettava per raccontarmi di sé e del proprio rapporto con il fiume.

Il protagonista è ispirato ad una persona che hai realmente conosciuto?

Solo in parte. Frank è il risultato di diversi incontri e di nessuno in particolare. Nel romanzo lo conosciamo cinquantenne alle prese con il primo bilancio di vita e lo seguiamo in una confessione (audace) che riguarda la propria esistenza e le donne che l’hanno attraversata. È un personaggio che evolve, è uno e plurimo come ciascuno di noi. È fallibile, a tratti arrogante, in parte incapace di scegliersi una vita che gli assomigli per davvero. È umano: per questo riusciamo a perdonargli anche i difetti peggiori. In fondo li comprendiamo.

Da donna se lo incontrassi nella tua vita reale?

Sicuramente gli chiederei un ballo! Ma non mi farei sedurre da lui sul divano azzurro del suo ufficio.

La scelta di un protagonista uomo, dopo tante donne: io l’ho trovato un espediente per parlare comunque di donne, le sue donne e la madre. É così? Tre donne significative che vuoi citare accompagnate da due aggettivi?

Vero. Frank dice di aver avuto tante donne quante sono le mazurche che ha ballato, ma solo tre sono state dei giri di pista un po’ particolari: Ivana, il suo primo odore di donna, è indelebile, proprio come il profumo della saponetta Lux. Kristelle, attrice di film senza trama, è avvolgente come la passione della loro storia, e infine Barbara, è equilibrata e capace di restituire a Frank la responsabilità delle sue scelte. E poi c’è Ancilla, la madre: innamorata del presente e in grado di trasformarlo.

Il tuo romanzo ci conduce alla scoperta anche di una Italia fatta di paesini e di paesani. Stavolta il Polesine. Quale altra area racconteresti e perché?

Sono nata in provincia e, appena ho potuto, ho scelto di vivere sempre e solo in grandi città. Eppure la provincia mi ha dato uno sguardo narrativo che mi porto appresso. Racconterei – e di fatto racconto – tutto ciò che mi suscita meraviglia e che di solito è incastrato nel quotidiano, magari in una vita apparentemente “banale”. Guardare il solito come fosse insolito è ciò che nutre la mia scrittura.

Che reazioni ha suscitato questo libro? Differenti rispetto a quelle legate ai tuoi precedenti romanzi?

Il romanzo è stato accolto molto bene, soprattutto perché ci sono pochissime storie sulle balere e sul liscio, che invece sono parte della nostra cultura. In questi ultimi mesi c’è stata una riscoperta del liscio anche da parte dei giovani: Frank non è l’artefice, naturalmente, ma ha dato il suo piccolo contributo. Le balere sono mondi dove ci si incontra per davvero e dove “ci si scambiano le puzze”. Questo è un messaggio quasi rivoluzionario nell’era dei social! Rispetto ai romanzi precedenti ho molti più lettori uomini, forse la possibile identificazione con il personaggio di Frank.

Stai lavorando ad altre storie?

Sto lavorando a una storia totalmente differente, ambientata nella Torino che mi ha adottata ormai da diversi anni. Finalmente una storia cittadina, dirai tu. Niente da fare. Parlerò di Barriera di Milano, un quartiere della città che è una piccola provincia.

di Marta Abbà

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...