I MORTI DI AMELIA, INNO ALLA VITA

I morti di Amelia coverQuelli che non rendono onore alla vita, che non la amano e non la apprezzano abbastanza, che non la vivono al 100%, quelli che sono perennemente di malumore, spesso senza motivo, quelli che si trascinano. Quelli sono i morti di Amelia. Amelia è tutto il contrario, ama la vita al punto da “giustiziare” chi non dimostra di attribuirle il giusto valore nei fatti, nella vita quotidiana, nelle parole scambiate coi colleghi e negli sguardi di sconosciuti incrociati per strada.

In un attuale contesto in cui i delitti sono sempre più di moda e più cruenti e crudeli sono, più appaiono catarticamente “piacevoli” da raccontare in ogni dettaglio, il nuovo romanzo di Arianna Giancani“i Morti di Amelia” (Edizioni Ensemble) – è un’oasi di splendore. Qui la morte pulisce il mondo da chi non ama rispetta abbastanza la vita.

Non c’è violenza, non c’è tensione, se non una voglia irresistibile, da parte di Amelia e man mano che si avanza con la lettura, anche da parte del lettore, di eliminare dalla faccia della Terra colore che non sfruttano al meglio l’opportunità che è stata data loro di popolarla con la loro minuscola esistenza.

Giancani, dopo “Il male minore” torna a sorprendere i suoi lettori ribaltando un concetto negativo, la morte, riproponendolo in una chiave e che interroga. La sua Amelia, una donna normale che lavora in un hotel, prende alla sprovvista e costringe ciascuno a confrontarsi con la morte, sì, ma non solo. Anche con il modo in cui si vive e si valutano le vite di chi ci sfiora nell’arco della giornata. Come le vittime di Amelia che, a quanto pare, non hanno dimostrato di meritare di continuare ad esistere.

Briosa ed essenziale, ironica e musicale, la scrittura di questa giovane autrice resta impressa anche come suono, e lascia nei lettori l’idea che, se non si vive pienamente, potrebbe sempre arrivare una “Amelia” a mettere fine ad una esistenza inutile, sprecata.

di Marta Abbà

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