INCERTI POSTI DA PARKOUR

Incerti postiIncerti posti, le metropoli, quelle che abitano Antonio, 16 anni, e Matteo, 42 anni, entrambi intrappolati nel passato, in bilico, che tendono al presente con fatica finché non risolvono i misteri che li fanno viaggiare nei ricordi e vagare con la mente densa di dubbi. Incerti posti è il nuovo romanzo di Marco Montemarano, pubblicato da Morellini Editore, il primo italiano che racconta il parkour senza renderlo un “fenomeno” e nemmeno confinandolo come una coreografia che fa scena ma che non si fa conoscere.

In questo libro il parkour è al centro della vita del più giovane protagonista ed è metafora di un equilibrio che nasce da una successione di stati di non equilibrio che lascia il lettore con il fiato sospeso.

Si alternano le storie di Antonio, partendo dalla Roma dove abita con una madre obesa e il suo compagno assurdo che suona l’ukulele, e di Matteo, manager attorno ai 40 in una multinazionale giapponese che in una metropoli del Nord Europa. Il primo desidera sapere chi è suo padre, il secondo cosa è avvenuto quando era molto piccolo in un episodio che gli ha segnato la vita tormentandolo quotidianamente.

Delicatamente, dal punto di vista delle emozioni affrontate, con crudezza ed ironia, dal punto di vista dei singoli eventi descritti, Montemarano racconta con abilità due storie che diventano una, e allo stesso ne rappresentano mille. Quelle di molti abitanti di “incerti posti”. E’ così che vengono infatti intese oggi molte città o molte zone di metropoli grandi come Roma ma anche Milano. Sono sempre incerti posti quelli dove la mente, e l’animo, si rifugiano, quando hanno un conto aperto col passato. 

I posti di Antonio e Matteo, diventano meno incerti quando i due si incontrano, come se la somma delle loro solitudini diventasse in grado di costituire qualcosa di certo. Qualcuno. Diventano senza mai dirselo, un riferimento reciproco, l’uno per l’altro, si intendono, nel loro tormento, e si traggono in salvo grazie anche alle rispettive compagne che, seppur di età molto diversa, sembrano associarsi nel pensare positivo rispettando quanto vissuto dai due protagonisti.

Triste ma positivo, questo romanzo, avvolto dalla copertina di Gabriella Kuruvilla, è un posto certo in cui trovare storie ed emozioni, in cui riconoscere sensazioni provate e rievocarne l’amaro sapore ma anche il dolce ricordo di chi le ha superate.

di Marta Abbà

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